I figli sanno quando una mamma e un papà non si amano più. Lo sanno in anticipo. E si mettono sotto coperta aspettando che passi, o che qualcosa cambi.

I figli sanno che se una madre si riempie il tempo e dice che è troppo pieno, lo fa un po’ per sfuggire da loro. E la perdonano quasi sempre.

I figli sanno che sono l’unico amore incondizionato che esiste.

Sanno che se ci sono sempre dei Sì non saranno adulti felici. Cercano i No continuamente.

Sanno che esistono contenitori buoni a cui accedere al di là della propria madre e del proprio padre. Per fortuna.

Esistono tante madri e tanti padri al mondo. A volte, i migliori non hanno figli.

I figli sanno che ad un certo punto devono odiare il proprio padre e la propria madre per separarsi da loro.

I figli sono estenuanti conservatori. E ci salvano sempre.

Sanno che con un fratello o una sorella è meglio. Che l’amore non si divide ma si moltiplica. C’è posto per tutti.

Sanno che ci sono madri e padri cattivi, ma li amano lo stesso.

I figli sanno che nessuna separazione sarà mai accettata completamente, ma si abituano presto al mondo degli adulti.

I figli sanno che, a volte, devono andare lontano per amarci. Altri restano, e lo fanno solo per noi.

I figli sanno cos’è la cura e la pretendono. Ma sanno anche vivere senza.

I figli sanno che l’amore s’impara guardandolo.

Sanno che le parole senza gli atti non valgono niente.

Sanno che il mondo va di fretta e noi dovremmo dargli uno spazio per rallentare. Invece infiliamo cose.

Sanno che gli oggetti non sono niente. Più di noi. E accontentandoli sempre non li freghiamo.

I figli sanno che devono metterci continuamente alla prova e farci sentire che siamo bravi.

E sanno che non lo siamo, ma finché sono piccoli ci amano così.

Abbiamo tempo, ma non troppo, per farli diventare adulti felici.

Forse dovremmo ricordarcelo più spesso.

Penny

29 comments on “I figli che sanno.”

  1. Si, se ne accorgono quando una mamma e un papà non si amano più o uno non ama più l’altro e il non amato sta male. E cercano tutti i modi per fartelo capire, forse il nostro egoismo ci rende sordi, oppure non ci restano parole e modi per far capire loro quello che non vorrebbero mai vedere per la paura dell’abbandono.
    Bellissimo post, grazie per averlo scritto.

    • Una cosa è certa: devono affrontare il dolore prima degli altri. Ma forse imparano che il dolore esiste è si può gestire. È una speranza, altrimenti ci spariamo…

      • Deve esserci una speranza, magari riposta dove nemmeno riusciamo a vederla. Almeno così mi piace sperare altrimenti è solo sofferenza inutile.

    • Vero. Loro desiderano solo che noi li amiamo. E che li amiamo nelle loro mancanze. Sarebbe semplice, non credi?
      Grazie di esserti fermato. A presto Penny.

      • Carissima Penny, grazie e complimenti per questo blog. Stai seminando tanta poesia con le tue parole…
        E’ da giorni che volevo scriverti, dopo aver trovato su FB questo post, su “I figli che sanno”.
        Inizio quindi da qui, da questa tua risposta a Roberto Monica Ciccorelli.
        Non sarebbe altrettanto semplice se lo stesso comportamento lo riservassimo a tutti, in particolar modo al nostro partner?

      • Hai ragione. Sarebbe meraviglioso riuscire ad amare anche le mancanze del nostro compagno/a, moglie o marito. Ma come sappiamo tendiamo a complicarci la vita. L’amore per i figli è incondizionato, quello per il partner a mio avviso meno. Sarebbe bello, hai ragione tu. Chi ci riesce è un passo avanti. Grazie per il tuo contributo e a presto.

  2. Ti ho scoperto per caso quando mi è apparso il tuo Blog dal profilo della mamma della mia ex nuora! I nostri ragazzi hanno una bimba che ora ha 5 anni ma loro hanno preso altre strade non più insieme, succede, ma leggendo le tue parole ho rivisto la mia bimba nei giorni più bui, più piccolina, che cercava con i suoi meravigliosi occhi una spiegazione a tutto, nonostante loro parlassero continuamente con lei.
    Ecco mi sono commossa ho trovato nelle tue parole tutta la verità è il dolore di tutti, loro lei noi!!!
    Grazie ….continua a scrivere….di alla tua bimba che continui a disegnare, insieme siete una forza.

    • Grazie. Il dolore è immenso e solo se abbiamo vicino persone che comprendono possiamo capirlo. Fortunato è chi ti ha vicino. Un caro saluto. A presto Penny.

  3. Bellissimo articolo. Credo che molti genitori dovrebbero comprendere che non stanno “lì”, dove non sono amatie/o dove non amano più, per i figli, ma per se stessi, perché loro stessi non hanno mai smesso di essere figli e sono diventati genitori senza essere adulti, cioè esseri indipendenti e autonomi, pieni in se stessi, capaci di stare in piedi da soli…”i figli sanno che l’amore si impara guardandolo”.
    Solo, non ho capito un passaggio, quando scrivi che accontentandoli sempre NON li freghiamo. In che senso? Forse volevi dire, NOI li freghiamo, o no? Puoi spiegarmi? Grazie del meraviglioso contributo, che condivido sulla mia pagina di Counseling. 💞

    • Volevo dire che a volte, ai figli si danno cose, si comprano oggetti, magari alla moda, per compensare. Loro sanno come dovremmo amarli. Dedicare tempo e cura. In questo senso non li freghiamo. Spero di essermi spiegata. Grazie della domanda. Preziosa. Ciao Penny

  4. Sto vivendo tutto questo….Il mio bambino è “speciale” ed ha già sofferto troppo per i suoi 8 anni….non avrei voluto dargli anche questo dolore e tentavo di tenere unità la famiglia…lui quest’estate ha smesso di mangiare e alla fine ci ha chiesto di separarci….Ed ora che il padre è andato via lui sembra rinato….speriamo non stia soffrendo molto…

    • I bambini stanno bene dove stiamo bene noi. Se sono loro che ci tengono insieme pensa che responsabilità…i bambini dei genitori separati soffrono prima, ma imparano a gestire la sofferenza. Ti auguro di essere felice. A te e a lui. Con affetto Penny

  5. Bellissima riflessione. . Sto vivendo un periodo in cui mi sento tanto in colpa perché credo di non amare più mio marito…dopo 11 anni di matrimonio…arrivata a 30 anni con 2 figli di 11 e 9 anni…sento il grandissimo peso di dover prendere una decisione forse la più brutta …sopratutto per il miei figli. ..ed anche per me…sento il carico di tutto. ..sento di nn essere più una madre amorevole. ..sOno in tunnel senza via d’uscita… scusate lo sfogo…

    • Ciao, quando i figli non sono più nella fase dell’accudimento, e cresce un po’ lo spazio per noi, succede che ci si guardi in faccia e non ci si riconosca più come coppia. Capita a tanti. Alcuni rimettono in discussione il rapporto e riescono a ritrovarsi, alcuni si voltano dall’altra parte, altri non ce la fanno, e si separano. Altri ancora sono semplicemente felici insieme. Di una cosa sono certa: i sensi di colpa non servono a nulla se non a farci crollare nel fondo del pozzo e non muovono niente. Buttali via. Ti fai delle domande e ciò mi fa pensare che sei una madre amorevole, altroché. Magari triste e nevosa, ma i bambini capiscono. I nostri figli non saranno mai felici se noi non lo siamo. Per esperienza (e solo per esperienza personale )mi sento di darti due consigli: cerca qualcuno che ti aiuti e dai valore a quello che senti. Non è mai sbagliato quello che sentiamo, e se lo ricacciamo indietro prima o poi ci chiede il conto. Si soffre. Accogli questa sofferenza. Come ho detto, è nei fallimenti che spesso nascono le cose più belle. Ti sono vicina, per come posso. Dammi notizie di te Imma. A presto.
      Ps sei giovanissima…hai tempo non sprecarlo. Bacini Penny

  6. grazie mille per le parole di conforto donate a tutti i tuoi lettori. grazie per i consigli.Grazie, perché ogni volta che ascoltiamo un nostro simile che ha bisogno, quando gli porgiamo la mano e lo facciamo accomodare in un abbraccio, anche se virtuale, gli doniamo vita, forza, speranza, appoggio, sostegno, energia per affrontare anche le piu’ burrascose tempeste. elisa

  7. Ed è proprio così io sono stata da bambina una di questi ed impari a fortificarti fon da subito capisci che il dolore esiste e tu non puoi cambiarlo , impari a essere la tua di madre e purtroppo sono blocchi che da adulta ti porti dietro non è facile essere un genitore ma credetemi non è neanche facile essere un figlio quando da bambina ti portano via la tua infanzia e la tua spensieratezza che dovresti avere , quando i tuoi compagni giocano e tu invece non giochi più inizi a essere grande e ti chiedi se sia maledettamente normale quello che stai passando. Ma una cosa è certa un giorno sarò un genitore migliore ed è quello che ti ripeti sempre.

  8. è passato questo link sulla mia timeline
    i contenuti sono buoni (eccetto sul fatto che abbiamo tempo, mentre io considero prezioso ogni istante) peccato per la scelta dell’immagine di copertina, dove a differenza delle parole che seguono non compare uno dei genitori ,-) da padre separato posso anche tollerare la vigliaccheria dei nostri stupidi tribunali nel togliere agli uomini i diritti di padre di cittadino di essere umano, ma non sarà mai perdonabile che lo stesso sia imposto anche a pistolini innocenti e indifesi.. e l’immagine mamma-bambino-duecuori-fine ne è una manifestazione

    • Caro Edoardo, ogni persona ha la sua storia e i suoi vissuti. Dio sa come vorrei poterla pensare come te. Per quanto mi riguarda il padre delle mie figlie non è molto presente. Vede la piccola in pausa pranzo ( sempre fuori, sempre solo un’ora massimo), una volta ogni due settimane, se va bene. Per la grande può passare anche un mese. Vacanze? Natale hanno passato con lui il 24 sera. Pasqua? Niente. Tre giorni quest’estate. Lo vorrei dividere quel cuore, eccome. Ma questa è la mia esperienza. E questa la mia storia.
      La speranza è che ci siano padri e madri che si occupino insieme dei loro figli. Grazie Penny

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