Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità.

Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro.

Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci.

Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sè. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi.

Dovremo dire che si può morire, ma che esiste la magia.

Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita. Che ci sono giorni sì, e giorni no. E hanno tutti lo stesso valore.

Che bisogna saper stare, e basta. E che  il dolore si supera.

Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse. Altrimenti le donne continueranno a morire e gli uomini ad uccidere.

Ai nostri figli dovremmo dire che c’è tempo fino a quando non finisce, e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi.

Dovremmo dire che non ci sono nè vinti nè sconfitti, e la vita non è una lotta.

Dovremmo dire che la cattiveria esiste ed è dentro ognuno di noi. Dobbiamo conoscerla per gestirla.

Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro. Alcuni fari non riescono a fare luce.

Che senza gli altri non siamo niente. Proprio niente.

Che possono stare male. La sofferenza ci spinge in avanti. E prima o poi passa.

Dovremmo dire ai nostri figli che possono non avere successo e vivere felici lo stesso. Anzi, forse, lo saranno di più.

Che non importa se i desideri non si realizzano, ma l’importante è desiderare. Fino alla fine.

Bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso.

Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare.

Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico.

Che possono essere quello che vogliono. Ma non a tutti i costi.

Che esiste il perdono. E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme.

Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano. Molto lontano. Dove non li vediamo più.

E che noi saremo qui. Quando vogliono tornare.

 

239 comments on “Ai figli. Ci sono cose da dire.”

    • Questo é quuello che ho sempre pensato io,che siccome le madri sono quelle che in genere piu stanno e quindi educano i figli,sono loro(noi donne) le colpevoli del comportamento dei maschi,dal mandare il maschietto a giocare a palla e la figlia femmina aiutare a metterre la tavola per la cena,,fargli fare il letto dei fratellini maschi,cioé,…..questo si dice “aiutare la mamma” e cosi le femmine crescono imitando la mamma che fa tutto oin casa,e i maschi niente…poi ci lAMENTIAMO DI COSA/………io penso che la natura maschile e femminile é diversa,ma si deve sviluppare naturalmente ,non per l educazione ricevuta……….e se al maschietto piace stirare perche no?ma da quNDO MONDO É MONDO VEDO LE MADRI EDUCANDO LE FIGLIE A ESSERE SERVILI,…ESAGGERO MA NON MOLTO……..

      • Hai ragione. Siamo noi, con le parole che educhiamo e non solo. Dovremmo partire da quando i bambini li abbiamo in pancia. Spesso di un maschio si dice:” Guarda come scalcia, sarà un campione”. Alle bambine edulcoriamo la vita con storie di principi e di principesse, dipingendo le loro camerette di rosa. Se ne siamo consapevoli è già qualcosa. Grazie di esserti fermata. Penny.

    • Assolutamente non è vero che senza gli altri non valiamo niente, proprio niente. Mi dispiace questa caduta perché per il resto sono fondamentalmente d’accordo!

      • Era riferito alle relazioni con il mondo. Non rispetto al senso d’identità. Comunque Grazie del tuo contributo, è bello confrontarsi. A presto Penny

      • Io mi riferivo anche alla relazioni con il mondo. Cerco di insegnare ai miei figli che non devono dipendere da oggetti, vestiti alla moda(per attirare lo sguardo degli altri), PlayStation, uscite spasmodiche (altrimenti solo cosa faccio), tatuaggi (perché non sento il mio corpo) etc.

  1. Complimenti …ho iniziato a leggerti per caso, qualcuno ti aveva condiviso su Facebook…e mi sono innamorata subito dell’immagine ancor prima di leggere. poi ho letto che i disegni sono di tua figlia, e’ bravissima e tu sei brava con le parole, voglio dire mi sono ritrovata a passare la mattina a leggere i tuoi post, seduta in poltrona come davanti ad un libro davvero coinvolgente e ti assicuro che e’ da moltissimo che non lo facevo, sempre di corsa da un lavoro all’altro. buona giornata

    • Ti ringrazio tanto. Mi sono commossa. Sai, ho iniziato a scrivere questo blog per comunicare quello che sento. Ho raggiunto punte altissime di visitatori in pochi giorni. Ma la scrittura è sterile se rimane finè a se stessa. E poche persone mi scrivono. Sapere che le parole dette o sentite possano aiutare a riflettere è meraviglioso. Poi, come tutti, predica bene ma, spesso, razzolo malissimo. Ma ci provo. Un abbraccio. A presto. Spero di risentirti.

      • Proprio in quei giorni mio figlio è diciamo “emigrato” con Laurea e master per cercare lavoro. La tua riflessione è quindi pertinente e , tra l’altro, rispondente alla mia filosofia di vita ed ai miei insegnamenti a tutti i ragazzi dei quali ho avuto l’onore di essere insegnante.

      • Grazie. I figli, in qualche modo, ritornano sempre. Se hanno il coraggio di andare vuol dire che si è fatto un buon lavoro. A presto Penny.

      • Si……assolutamente con questa mi hai fatto riflettere. È la prima volta che ti leggo. Mi piace.

      • Sono un padre che quattro anni fa gli è venuto a mancare la sua Compagna di una Vita…Ho una figlia che ha deciso di cambiare aria…!!..Ha lasciato il suo lavoro sicuro per tentare la fortuna in Australia!!!…È lei che mi inviato questa tua bellissima riflessione!!…Ho un figlio che vive a pochi kilometri da dove abito io…Mi sono ricreato una nuova situazione sentimentale con una vedova come me…Vado avanti con la consapevolezza che le Prove della Vita ti fortificato…Anche se a volte vorresti mollare tutto!!..Ma vado avanti perché la mia Cara Elisabetta mi ha lasciato in eredità la sua energia e Fede!!..

      • Mi ha fatto piangere. Mio padre è morto a maggio. In un attimo, aveva 68 anni. Lui, come la tua Elisabetta, è lontano. Hai fatto bene ad andare avanti. Il passato non si dimentica mai, nemmeno le persone che ne hanno fatto parte se hanno lasciato un segno su di noi. Tua figlia è fortunata ad avere un padre come te e tu anche, visto che è lontanissima ma ha pensato a te. Vi abbraccio tutti Carlo, compreso la tua Elisabetta. A presto Penny.

  2. riesci a dare senso alle piccole cose della vita… le piccole grandi cose e soprattutto al semplice essere felice di esistere e poter vivere

    • Grazie di avermi scritto. Non lo so, come tutti, a volte sono molto felice altre, dentro ho un caos che mi attanaglia. Ma partecipo alla vita. Perché comunque sono grata. Grazie di esserti fermata. Ritorna, se hai voglia. Buona giornata.

  3. So cosa vuol dire avere figli adolescenti. Il disegno della Ludo è bellissimo anche se per lei, in questo suo momento, sarà tutto bruttissimo. Grazie per questo blog. Lo condivido su Facebook e nella vita. Ci sono molte cose da dire ai figli. A volte ci trinceriamo dietro troppi no, altre volte elargiamo tanti si. Ma come sempre, la cosa giusta sta al centro. Anche io uso la scrittura come terapia e funziona. Quindi ti auguro buona Continuazione.

  4. Questa e’saggezza spicciola che vale tutti i giorni e che serve per coltivare il nostro senso civico ed il rispetto per se’ e per gli altri.Se riuscirai a mettere in pratica questi importanti principi comportamentali i tuoi figli avranno un gran bell’esempio da seguire.Complimenti!

    • Grazie. Scrivo quello che penso, anche se non sempre razzolo bene. Ma ci provo. Come posso, come riesco. Lo sai che hai lo stesso nome di un autore che ho letto con molto piacere quest’estate?

  5. Sì un bell’articolo. se posso commentare io non lo chiamerei vademecum ma un modo per stare al mondo che rispetta l’individuo e la/le comunità. Grazie Paolo

  6. Ciao Penny. Sono in macchina davanti alla scuola dei miei figli e ti leggo…piangendo. È l’ennesimo periodo in cui mi accorgo di non riuscire ad amare più l’uomo che ho accanto e che è il padre dei miei due bambini (7 e 11 anni). Inutile dire che i perché sono inglobati negli anni di relazione, nella nostra crescita e in quant’altro. Ho provato e riprovato, ma mi accorgo di aver tentato di salvare un seme piantato in un vaso di terra sterile. Non amo più. E basta. Ma lui si, lui mi ama. E come me ama da morire i nostri bambini. Non vuole andarsene, mi vuole, impazzisce dalla gelosia… Non tradisco…credo di avere un peso troppo grande dentro di me per innamorarmi ora…ma mi sto sgretolando…mi sto nascondendo anche da me. Ho paura, una paura che si cela dietro i sorrisi, i giorni uguali agli altri, le cene perfette sempre più intoccate da me…mi sto consumando…ogni tanto vorrei sparire…e mi chiedo perché…perché non mi lascia perché semplicemente non se ne va? I bambini stanno uscendo. Ti saluto

    • Ciao Elo, dalle tue parole traspare un dolore enorme. Non ho ricette da darti se non raccontarti la mia esperienza e quella di molte amiche. Anche il mio ex marito non se ne voleva andare. Mi ricordo che quando la sera arrivavo a casa mi veniva da vomitare perché sapevo che le mie figlie avrebbero sofferto, lui avrebbe sofferto, gli volevo bene, ma non lo amavo più. Ma se noi non siamo felici nemmeno le persone intorno a noi possono esserlo. Devi prenderti tempo e dargli tempo, quello che nei nostri pensieri è cresciuto piano piano per loro è una doccia fredda e ha bisogno di essere metabolizzato. Inoltre gli uomini funzionano diversamente dalle donne e, spesso, parliamo due lingue diverse.
      Fatti aiutare, una terapia di coppia, può essere un modo perché tuo marito raggiunga la consapevolezza. E se lui non vuole, fatti aiutare tu. Io l’ho fatto. La strada è tortuosa, non posso dirti che sarà semplice, ma se ne esce. Il tempo è il nostro miglior alleato, non dimenticarlo. Ti sono vicina e se hai bisogno sono qui. Un abbraccio Penny.

      • E’ vero, per noi uomini è una doccia fredda se non addirittura una grandissima legnata e ci vuole parecchio per metabolizzarla.
        Poi capita che sei tu, uomo, a proporre la terapia di coppia e questa viene sdegnosamente rifiutata.
        Capita che lei ti obblighi a prendere per già deciso tutto quanto, che non ti lasci parlare, chiedere, e nemmeno piangere.
        Capita che per vie traverse scopri che ti ha tradito.
        Capita che finalmente, dopo mesi e mesi di farmaci e psicoterapia te ne fai una ragione e decidi di accontentarla andandotene.
        Capita che avresti trovato casa, e lei ti implora di non andartene perché “altrimenti non ce la faccio coi soldi”.
        Capita che ci caschi in pieno perché “almeno sto con le figlie e le vedo crescere”.
        E poi, continuando con la psicoterapia, capita pure che ti sembra di venire manipolato giorno per giorno, sfruttato fino al midollo.
        Capita che ti accorgi che la colpa è tua perché non ti sottrai a questo gioco crudele.
        Vorresti a questo punto sbattere la porta e andartene magari anche a vivere sotto un ponte, ma ci sono di mezzo due creature che non si meritano una sceneggiata.
        Capita che ti accorgi di avere sbagliato tutto e di perseverare negli errori, e di ritrovarti comunque solo con essi come unica compagnia. E che piuttosto che rimanere solo come un cane preferisci restare nell’errore che almeno ti tiene in vita.

      • Ricorda che facciamo quello di cui siamo capaci. E non c’è niente di male in questo. Alcune vite sono più semplici di altre. Continua a lavorare su di te, vedrai che prima o poi troverai la tua strada. Se non lasci tua moglie un motivo ci sarà anche per te. E, per ora, va bene così. Un abbraccio Penny.

    • Leggo te e vedo mia moglie. Io la amo tantissimo, ma dopo 25 anni si è innamorata di un altro. Mi dice che mi vuole bene ma non sa se come marito o fratello ed io le ho chiesto di prendere una decisione. Deve essere lei a lasciarmi io non ne ho motivo, se avete preso questa decisione fatelo, per favore. Non giocate con i nostri sentimenti. Io non la lascio a meno che non la veda con l’altro ma allora saranno problemi grossi in tribunale per lei e per l’altro.

      • Ti capisco. E fai bene a stare se è quello che desideri. A volte gli innamoramenti producono cambiamenti positivi alla coppia e la rafforzano. Anche se sono difficili da comprendere. Evidentemente se tua moglie resta c’è ancora qualcosa che la tiene lì. È su quel qualcosa che forse dovete lavorare. Io quando ho compreso. Ho deciso. Il mio ex marito ha un’altra moglie e un altro figlio e all’epoca ha sofferto molto. Un consiglio: fatevi aiutare. Una terza persona può aiutarvi a capire. L’amore a volte trova strade tortuose.
        Un caro saluto. Penny

    • Grata, ma scrivo ciò penso anche se non riesco sempre a essere quello che vorrei. Come tutti credo. Ma ci provo, in che modo non è dato saperlo. A presto Penny.

  7. Io mi sono ritrovata in queste tue parole perché le ho sentite adatte a me in questa fase della mia vita: bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso. Fatico ad esserlo ma ci provo….anche sola! Grazie per avermelo ricordato

    • Ciao, ci credo che fatichi. Sembra che la felicità passi solo attraverso il matrimonio o attraverso i figli. Voglio pensare che la vita ci chieda di più. E poi, come ho detto, i figli degli altri, hanno bisogno di incontrare contenitori buoni. Siamo tutti soli. Anche se facciamo finta che non sia così. Grazie Penny.

  8. Brava Penny .
    Ho condiviso subito le tue belle parole, che mi sono giunte per caso. Sono arrivata a te e continuerò a seguirti

  9. Ciao Penny, ho trovato le parole di questo tuo articolo su Fb e, cercando la fonte, ho trovato il tuo blog. Son talmente belle queste parole che le ho copiate e portate nella mia pagina Fb “L’indorata pillola” (ovviamente citando la fonte). Credo siano parole appropriate per quanto tratta la Pagina, perciò ti ringrazio per averle scritte, spero vadano diffuse perché scrivi veramente bene. Complimenti ancora, Melania Emma.

      • Non esistono le persone buone, esistono quelle umane. Sennò saremmo santi…e pure quelli sbagliano. Per me conta solo mettermi in discussione, forza! Auguri per il tuo nuovo blog!

  10. Ciao, mi è piaciuto molto questo scritto. I miei figli sono grandi, sono andati, e adesso sto andando via io. Sto cambiando il mio ruolo, e questo a loro fa paura: spero che si rendano conto che io ci sarò comunque, anche se con altre vesti…
    Volevo dirti che secondo me è importantissimo far riconoscere ai bambini le emozioni negative che provano, per poterle dominare (nel senso di viverle, attraversarle, conducendo sé stessi) invece che esserne travolti.
    A proposito di educazione a me è piaciuto moltissimo lo scritto di Natalia Ginzburg “Le piccole virtù”… lo consiglio a tutti i genitori!

    • Grazie per il suggerimento. Penso che tu abbia ragione, i bambini di oggi hanno poca consapevolezza emotiva. È nostro compito aiutarli a capire che nel dolore ci si può stare e si può superare. A presto Cinzia.

  11. L ‘ho letto ad alta voce di fronte alle mie tre figlie…..mi hanno ascoltato…ascoltato e seguito. Ho catturato la loro attenzione ed hanno alla fine esordito con un « che bello, ma è una poesia!!!».
    Si lo è…è una poesia di vita…una poesia viva.
    Grazie Penny

    • Grazie Yvonne. Leggi alle tue figlie, sempre, e ama le loro mancanze. Sono quelle la parte unica della loro storia, e con quelle dovranno fare i conti. Se le amerai tu, saranno capaci di farlo anche loro. Un abbraccio Penny.

  12. Deh come era bella. o nonna, e come vera è la novella ancora… Leggendo le tue poesie, perché tali sono, mi è venuta in mente questa. Forse per un parallelo di saggezza e coinvolgimento emotivo, per la forza narrativa che entrambe le modalità comunicative denotano. Un blog e le serate a veglia ad ascoltare novelle e commentare storie. Una sintesi improbabile ma meravigliosa. Perché in fondo dietro c’è lo stesso elemento: umanità ed empatia. Complimenti e grazie.

    • Ascoltare novelle e commentare storie. Tutti vorremmo che qualcuno ce le raccontasse. E questo sì, che dovrebbe essere per sempre. Un abbraccio Penny. Grazie.

  13. Ciao, sono un padre di una bambina di due anni; ed ho un padre lontano 14000 km.
    Naturalmente ho pianto all’ultimo punto… adesso tornerò da lei come ogni sera e la abbraccerò come sempre, poi metterò questa tua opera nel mio diario, sperando che un giorno possa arrivare al suo cuore come oggi è arrivato al mio.
    Grazie.

    • Ho letto il tuo commento ieri sera tornata dal cinema prima di addormentarmi. Mi sono commossa. Mio padre è morto a maggio, aveva 68 anni, in un attimo. Il nostro rapporto non è mai stato semplice, ma ci siamo amati come siamo stati capaci. Ecco, ti auguro questo, di amare la tua piccola nelle sue mancanze e che lei ami le tue. A presto. Un abbraccio grande.
      P.s essere dentro alle pagine di un diario è emozionante. Grata.

  14. Ho trovato il tuo scritto meraviglioso, io sono vecchia e leggendo le tue parole ho rivissuto col pensiero la mia vita….bella, faticosa a volte difficile, ma sempre con amore per la mia famiglia. Dopo 49 anni di matrimonio siamo qui mio marito ed io, e per condividere le tue parole..se vorranno tornare torneranno !

    • Che meraviglia, mi hai commosso. Mio padre è morto a maggio, aveva 68 anni, in un pochi minuti. Abbiamo litigato tanto, ma tanto ci siamo amati. Lo avrei voluto diverso in parecchi momenti e forse lui avrebbe voluto diversa me, ma era mio padre. E dai padri, come dalle madri, si torna sempre. Vi immagino, insieme, tu e tuo marito a leggere. Tenetevi stretto il vostro amore lungo 49 anni. Vi abbraccio Penny.

      • Cara Penny, più che leggere la tua poesia da genitore, l’ho letta da figlia. Mia mamma ha sempre cercato di insegnarmi il valore di essere donna e il rispetto per se stessi e per gli altri. Cercherò di insegnare gli stessi valori a mio figlio, e se vorrà giocare a calcio ci giocherà, se vorrà fare balletto lo farà e in quanto figlio mi aiuterà in casa, sapendo fare la lavatrice e tenendo in ordine le sue cose. C’è solo un appunto che mi sento di muoverti: non è vero che se sei genitore sei insignito del diritto di essere padre o madre se non adempi ai tuoi doveri, e non è vero che se hai questo “titolo” il mio amore debba essere incondizionato. Purtroppo, anche provandoci, certe persone non meritano il nostro amore. E spesso non si torna indietro da loro. Il tuo articolo mi è piaciuto moltissimo, mi ha ricordato la mia mamma. Un abbraccio, Ludovica

      • Sei stata una figlia fortunata ed è probabile che anche tuo figlio lo sarà. Hai ragione, ci sono persone che non meritano il nostro amore, ma abbiamo avuto quel padre e quella madre e con quelli dobbiamo fare i conti. In questo senso penso anche ad un ritorno. Un abbraccio Penny.

  15. parole sacrosante… vere e toste da digerire e soprattutto da mettere in pratica.
    Ma anche solo il fatto di esserne consapelvoli ci mette sulla buona strada.
    sono una maestra e da 3 anni mamma di due bambini… sento la responsabilita’ di crescerli nell’amore, nell’autonomia, nell’etica, nell’empatia e nella libertà… malgrado i miei limiti ci provo! è la sfida più bella e complicata della mia vita.
    complimenti per il blog, ti seguirò

    • Grazie. Più siamo e più possiamo contrastare questa società che ci vuole belli, forti e di successo. I tuoi figli sono piccoli, hai tempo, tanto tempo. Un abbraccio, a presto Penny.

  16. Stupenda!ho letto il link per caso pubblicato da una mia amica su Facebook. ..mi ha emozionato. È quello che ho sempre sognato di poter dire a mio figlio,anche se purtroppo non ne ho. Grazie

    • Dillo a te stessa. E ricorda, siamo madri anche dei figli degli altri. Esistono tante madri al mondo che non hanno figli. A volte, sono le migliori. Grazie Penny.

  17. Penny, sono bellissimi pensieri che tutti dovrebbero avere in mente e che forse possiamo riassumere in una parola amore. Amore per gli altri ed amore per te stesso.

  18. buongiorno, scusate, io stamattina mi sono iscritta al blog, mi è arrivata subito una notifica che diceva, ti arriverà una mail per confermare l’abbonamento?
    do cosa si tratta? a cosa mi sarei abbonata?

  19. Mi ha colpito il tuo articolo. Sono una mamma e ho sentito come mie le tue parole. Grazie è davvero bello. Vorrei leggere altro di te.

  20. Su molte cose sono d’accordo, su altre meno.
    Ho imparato nel corso della mia esperienza personale e lavorativa che non puó esistere un “dovremmo dire”, ma solo un “potremmo provare a dire?”; ogni famiglia, ogni genitore, ogni bambino è a se e non esistono regole generali da poter consigliare per un compito così complicato e delicato come l’educazione.
    Tutto l’articolo seppure mi trovi concorde in molti dei suggerimenti dati, mi sembra scritto dopo una sorta di “resa” ad alcune difficoltà della vita e molti dei consigli dati, appaiono (a me, sia chiaro), non tanto come una reazione positiva e forte, ma come un adeguamento-resa: in questo non trovo lo spirito che vorrei passare ai miei figli e alle persone di cui mi prendo cura.
    Il giorno del matrimonio POTREBBE non essere il giorno più felice della loro vita, ma potrebbe anche esserlo… alcuni matrimoni falliscono e i genitori potrebbero non essere più un porto sicuro, ma altre volte invece rappresentano un porto sicuro, fino alla fine. Non avere figli puó essere una scelta o una condizione inevitabile, ma chiunque ne abbia voluti o avuti lo descrive come l’impegno più duro ma più bello e soddisfacente che ci possa essere… e senza gli altri SIAMO, e SIAMO MOLTO, non è vero che non siamo niente! Questo non nega che stare insieme ad altre persone apra un mondo di gioia, possibilità, soddisfazione, ma ancora, la drasticità del “non siamo niente” proprio non la condivido.
    L’articolo fa riflettere, che si sia d’accordo o meno e giá solo per questo, bisogna farti i complimenti, indipendentemente da tutto.

    Tommaso

    • Grazie del tuo contributo. Sarebbe bello confrontarci, ed è importante avere punti di vista diversi. Ognuno procede a suo modo, e dagli altri s’impara sempre.
      Grazie davvero Penny

  21. sono un uomo, un padre, un marito;
    ho letto questo tuo saggio proprio il 13, il giorno del mio 48º compleanno.
    È stato il regalo più bello che abbia ricevuto, insieme all’amore dei miei bimbi, di mia moglie e di qualche buon vero amico.
    grazie per aver pensato e poi diffuso questa piccola perla preziosa. . . la conserverò tra le pillole che rendono cara la vita.
    un abbraccio, che vale il complimento grande come il piacere che ho provato “nell’iniettarmi” questi dolci, profondi pensieri.
    simone.

  22. Sono tutti ottimi spunti. Il primo è quello che preferisco, ricalcando la filosofia del mio blog: dovremmo darci la possibilità di sbagliare, per imparare dai nostri errori. Accettare il fallimento e fare tesoro delle opportunità che nasconde.

    Ho due bambini piccoli: alcuni dei temi che hai proposto li abbiamo già affrontati, per molti altri non è facile trovare il modo e il momento migliori per trasmettere messaggi così importanti e – per certi aspetti – “controcorrente”. Ancora una volta, viene dai momenti più difficili l’opportunità di trasmettere gli insegnamenti che non saranno dimenticati: dopo una perdita, al termine di una giornata difficile, o nel medicare una ferita!

    Grazie per questa utile (tosta!) checklist!

    • Grazie. Credo che se siamo in tanti ad andare in controcorrente rispetto a quello che ci chiede la società, alla fine diventeremo una forza. A presto, andrò a curiosare nel tuo blog.

  23. Ho trasmesso queste tue parole alle mie figlie adolescenti che in questo momento si trovano purtroppo lontano da me ….vorrei che crescessero facendo loro questi principi e con la certezza che io per loro ci sarò sempre. Grazie e complimenti

  24. Grazie per l’ opinione che rispecchia ciò che un bravo pedagogo dovrebbe essere per un minore. Tranne una cosa: certamente non bisognerebbe impostare qualsiasi discorso con ” la vita è una lotta”, sarebbe una visione estremamente pessimistica e parruccona, ma nascondere il fatto che in certe occasioni lo sia forse è ancora peggio, perchè molte volte lo è. Come caso paradigmatico e al limite, quante volte si dice ” Ha lottato contro il cancro ed ha vinto” , o i meno impegnativi ma attualissimi ” Lotta per la libertà” o ” Marco sta lottando per avere finalmente un posto di lavoro” ? In pratica, se si toglie ogni senso alla parola lotta, nel contesto educativo, si depriva un minore del concetto che per ottenere molte cose bisogna anche lottare per conquistarle, e nulla è così facile come potrebbe apparire a chi si affaccia alla maggior età. Grazie per l’ attenzione

    • Sai perché ho scritto così? Perché sui social tutti parlano di sconfitte e vittorie e la vita è qualcosa di più. Ma sul concetto di lotta concordo con te. Grazie per il tuo contributo. A presto Penny

  25. Letto e riletto. Letto e riletto: cosa ho detto ai miei figli, cosa ho loro detto male ( fraintesa), cosa non ho o non ho saputo dire?
    Dette così sono tutte cose più che giuste, poi si fa il conto con la quotidianità, ma soprattutto con l’amore per i figli, che vorresti tenere al riparo da brutture, male, sconfitte, già ! dalla vita!. È un errore, ma almeno chiamiamolo errore per troppo amore? Ricredersi in tempo e sperarare che da grandi capiscano che essere genitori non è facile e che ci troveranno sempre

    • Ogni giorno, come madre, mi sorgono mille dubbi, mi sembra di dire o fare sempre la cosa sbagliata. E loro ci sguazzano, te lo assicuro. Ma sono qui. Nella vita che c’è, e ci sono con loro. Forse non basta, chi può dirlo. I nostri figli cresceranno e faranno delle scelte. Io ho fiducia, voglio averla. E noi? Noi, come dici tu, saremo qui.
      Grazie Rossana di aver scritto. Penny.

  26. Bellissimo articolo, grazie. Lo condivididerò con altre persone. Ammetto che ho storto il naso quando ho letto “senza gli altri non siamo niente”, poi ho visto la spiegazione che hai dato ad un’altra persona che ha reagito come me. Forse potresti esprimere il concetto con altre parole, per non lasciar spazio ad equivoci. Grazie ancora!

    • Grazie Davide, credo che sia bello avere opinioni diverse. E nessuno dice che io non mi sbagli. Anzi! Vorrei che questo fosse un luogo di confronto e per esserlo non deve essere monocorde. Quindi, ancora grazie dei consigli.
      A presto Penny.

  27. Bellissime riflessioni, cerco di trasmettere tutto ciò a mio figlio, ma non basta solo dire le cose … i figli vogliono vedere l’ esempio, bisogna comportarsi così anche noi e crederci.

    • Ognuno di noi ha un padre e una madre e non sempre sono quello che vorremmo. Ma hanno fatto quello che sono stati capaci di fare. Dobbiamo partire da lì. Ti abbraccio Penny

  28. Ciao, sono un papà di una creatura di appena due anni. Ho letto per primo questo tuo post, condiviso da una maestra d’asilo su facebook che a sua volta è la collega della maestra della mia bimba.
    Anche se come tu stessa intendi (è facile parlare bene e razzolare male per cui è quasi scontato ritrovarsi pieni di contraddizioni) le tue parole dissetano il mio desiderio di essere migliore, perciò ti ringrazio di cuore per aver condiviso il tuo pensiero.
    Ti seguo.
    Lunga vita al tuo nuovo blog!
    😉

  29. Ciao penny
    molto bello il tuo scritto .
    Mi è piaciuto meno il giudizio sul “successo”.
    I nostri figli devono trovare la strada per il loro stare bene o stare meglio . A volte può implicare il successo: nella carriera e quindi nella vita. Non c’è nulla di male nell’avere successo. È un grande insegnamento di vita e di esperienza che in, fondo, consiglierei ai miei figli .

    • Concordo con te. Il successo va perseguito se rende felici. Non al prezzo della felicità. Il mio pensiero era rivolto a quei bambini che da adulti non riescono ad ottenere il successo. E sono molti, ma possono essere buone persone, felici comunque della propria esistenza. A volte passa il messaggio che se non hai successo non sei niente e loro ci credono. Spero di essermi spiegata. Grazie per il tuo contributo. Penny

      • C’è differenza tra l’aver “successo” è il diventar “famosi”. Il successo è il “far succedere” cioè “realizzare i propri sogni, obiettivi di vita…e questo credo debba essere auspicabile per tutti: bisognerebbe insegnare ai nostri figli come si fa, passo dopo passo con impegno e pazienza. Diventare “famosi” è la ricerca di notorietà, l’apparire….e questo credo non sia da incoraggiare a tutti i costi. Penso sia la ricerca della “fama”, dalla quale il testo vuole mettere in guardia i figli.

      • Era proprio questo che volevo scrivere. Far succedere è altro dal diventare famosi. Non sono gli altri che devono riconoscerci il merito, ma noi che dobbiamo trovare le nostre realizzazioni. Dalle più piccole, alle più importanti. E, da genitori, dovremmo far capire che la realizzazione del sé passa anche attraverso le sconfitte e le cadute. Non si è dei falliti se non si riesce a fare una cosa. Bisogna perseverare, avere coraggio, riprovare, ma può succedere che un obiettivo non si riesca a raggiungere. Capita e non bisogna farne tragedie.
        Grazie per aver scritto Salvatore ed esserti fermato in questo posto ameno. A presto Penny

    • A mio avviso il successo è una questione di scelta, lo si può inseguire, ma non facendo del male, o limitandoci al successo economico-sociale. Un quadro, un libro, un brano acustico sono successo in sé, intrinsicamente nostri, e il successo è la ciliegina in cima, non è il riconosciemento altrui che ci deve spronare, ma il bisogno e l’amore della creatività.

      • Sono perfettamente d’accordo con te. Il discorso sul successo era provocatorio rispetto a una società che ci vuole sempre pronti e al top. Credo che abbiamo bisogno di imparare a fallire. Credo nel desiderio come spinta in avanti, e come dici tu, non è importante quanto sia riconosciuto dagli altri, ma quello che per noi ha significato. Credo che la realizzazione personale passi dalle piccole cose e la creatività non potrebbe realizzarsi se non accettassimo di non arrivare ovunque. Credo. Penny

      • Assolutamente. Da piccini impariamo a cammionare cadendo, da adolescenti impariamo a riprenderci dalle delusioni riprovando. Ma da adulti abbiamo il dovere di superare gli ostacoli riflettendo, e – scopro sempre di più – condividendo con gente di intelletto, cuore e animo forti, coraggiosi, ma compassionevoli, innovatori, ma consapevoli delle tradizioni e la storia. E sopratutto dobbiamo ritrovare l’unità della gente comune, contro l’oscurantismo che i ricchi usano per confondere e arricchirsi ancora di più. XX

    • Ma non è quello che facciamo già? Se questi sono i risultati!!! Siete la normale dimostrazione di come si sia buttato via soldi nel dare istruzione e tempo. spero vivamente che non abbia possibilità di diffondere queste perle…e spero ancora di più che non sia abilitata a quella sacra materia che avete ormai ‘sputtanato’ e che Freud rese celebre. Ai figli bisognerebbe dire che nella vita è importante vincere, ma si può anche perdere e bisogna sempre rispettare gli sconfitti. Che la vita è un viaggio in cui lottiamo sempre in qualche (anche lei avrà lottato a scrivere are puttanate). Che il vero bandolo nella vita è l’equilibrio che possa rendere appagati e sereni e se per farlo provo beneficio nel zittire la mia compagna e tenerla in casa a fare la casalinga, va bene se questo appaga davvero anche lei. Che nel mondo ci sono innumerevoli culture, ma ci sono popolo che hanno uno sviluppo sociale ed altri che sono un po’ in ritardo. A mio figlio direi: cazzo figlio mio scusa se predichiamo equilibrio e amore e poi ti abbiamo messo Tantalo di quesi cristalli davanti agli occhi che ti risulta difficile riconoscerlo…e per fare questo abbiamo speso pure un sacco di soldi. Perdonaci se puoi figlio mio

      • Buongiorno, ai miei figli vorrei insegnare che il dissenso si puó esprimere senza epiteti. A lei vorrei dire che nel mondo c’é posto per i pensieri di tutti. Qui, da me, per lo meno é cosí. Buona serata Penny

  30. Ciao Penny,
    Sono approdata al tuo blog stamattina, grazie a mia madre.
    Mi piace questo spazio di cuore che hai creato, apprezzo quello che scrivi.
    Anch’io ho da poco aperto un blog e mi piacerebbe invitartici. Un modo per cercare di ricambiare la tua generosità.

    http://www.valentinaghelfi.it/

    Grazie,
    Valentina

  31. A 44 anni mi hai fatto tornare indietro all’improvviso a ricordare tutte quelle esperienze e buoni consigli di chi adesso non c’è più ma restano eterni i loro insegnamenti (nonni,genitori,maestri e professori). Umilmente cercherò anche io di proseguire, come un bambino questa strada insieme alla mia famiglia e nella comunità di cui faremo SEMPRE parte.
    Con commozione ti ringrazio Penny
    Francesco

  32. Spunti eccellenti, da attivare nel quotidiano là dove si voglia esprimere un senso alle cose della vita.
    Pochi maschi che ti rispondono e chi lo fa è ferito, o sta cercando, trovando poco, o, peggio, sente i tuoi contenuti forti che colpiscono duro nelle convenzioni, e sentono lo stridere alle proprie idee che così tanto guidano la loro missione educativa. Trovo la sintesi ottima, applicabile nella comunicazione del genitore, intendendo tale l’individuo che sente la responsabilità della crescita generaziole, il dovere di nutrire le coscienze di chi resterà in questo passaggio un po’ più a lungo di noi. Sono parole illuminate le tue che vanno passate, passate senza esitazioni perché posseggono equilibrio e racchiudono Amore, e molto, per la specie alla quale apparteniamo. E cercano i valori forti come libertà, rispetto, e desidrio di attingere ad energia positiva nell’ affrontare al futuro.
    Che dire….bravissima.

    • GRATA. Io spero solo che ci sia più consapevolezza di quello che possiamo fare, come genitori e come adulti. Chissà, magari un giorno le cose cambieranno. Insieme è più semplice.
      P.s anche le tue parole sono illuminate. A presto e ancora grazie Penny

  33. Ciao
    io e mia figlia (più grande) abbiamo deciso di stamparlo e metterlo nella loro cameretta
    grazie per le tue parole
    Marcella

  34. È tutto quello che, pur non avendolo mai detto, ho sempre pensato. Credo però che ognuno debba essere libero di scegliere la propria vita, a volte anche facendosi del male e noi genitori non possiamo far altro che osservare, continuando comunque ad amare.

    • Sono d’accordo in pieno con te. I figli hanno anche un’anima propria. E non tutto dipende da noi. A volte, non possiamo far altro che guardare. Un abbraccio Penny.

  35. Grazie Penny, arrivato a te tramite un contatto Facebook, mi sono permesso di “copiarti” sul blog sensodellavita.com
    Sono d’accordo su tutto quello che scrivi, tranne che sul fatto che la vita non sia una lotta.
    Purtroppo oggi è in gioco la loro stessa sopravvivenza (puoi approfondire in bit.do/petrolio) e devono imparare anche loro a lottare per avere politici che abbiano come faro la salute del popolo, e non quelli che fanno accordi con le mafie ed i potentati economici, di cui siamo tutti noi responsabili.
    A mio figlio, ed a tutti i ragazzi che incontro suggerisco di ricalibrarsi ogni mattina grazie ai principi che riconoscono essere fondanti per la propria vita. Bastano pochi minuti per autocondizionarsi e per resistere ai condizionamenti negativi esternti. ( bit.do/tuttelemattine) .
    Concludo dicendo che si parla troppo poco della violenza di genere, soprattutto a scuola. Se avessimo un ministero dell’istruzione all’altezza, qualcosa in più potrebbe essere fatta. Così non è, e allora parliamone noi. Come stai facendo con delicatezza tu su questo blog, su cui mi riprometto di tornare.
    Grazie
    Marco

    • Forse, possiamo parlare di IMPEGNO, quello che un po’ manca. Ognuno coltiva il suo orticello, non pensando che se ci occupassimo delle cose di tutti potremmo stare molto meglio. Iniziando dalle piccole cose.
      Sulla violenza di genere hai ragione. Le parole sono fondamentali, già in tenera età. Sulla scuola concordo. Per fortuna ci sono insegnanti illuminati e genitori che mandano avanti la baracca. Mi sono iscritta. Vi seguo. Grazie per il tuo impegno da parte mia. Penny. A presto.

  36. Ciao, Penny.
    Mi è piaciuto molto il tuo blog. Anche io ne ho uno, in bulgaro però. Scrivo le mie nuove esperienze da quando sono una mamma. Mi piacerebbe tradurre alcune tue cose, cominciando ra questo articolo. Dimmi se ti va bene…
    Un saluto e in bocca al lupo!

    • Cero che sono contenta! L’obbiettivo è quello della circolazione di idee, nessun diritto sulle parole.Ti chiedo solo di mettere la fonte. Anzi, se hai voglia mandamelo con il tuo nome e cognome in fondo. Se ci riesco lo pubblico qui. Il blog è quello sopra?
      Penny.

  37. E soprattutto dovremmo, dopo averglielo detto, dimostrarglielo con l’esempio.
    Mi piacerebbe stampare questo tuo scritto ed appenderlo all’entrata della mia scuola perchè a parecchi genitori, per qualche aspetto, farebbe bene. Che dici, lo faccio?

    • Fai benissimo. Ti chiedo solo di scrivere in fondo dove l’hai preso. Anche in piccolo. Ai miei genitori quelle cose le dico sempre. Fanno bene a tutti, anche a noi insegnanti, Grazie Patrizia.

      • Grazie a te. Farò sicuramente quello che mi chiedi. Sicuramente sono spunti di riflessione per tutti. Frasi e comportamenti sbagliati ne abbiamo tutti , a volte inconsapevoli ma non per questo meno dannosi. Ciao.

  38. Ciao Penny mi è piaciuto tanto il tuo articolo e il tuo blog. Anch’io ero tentato a stampare le tue parole e appenderle per imprimerle nella mente. Sicuramente lo faró.Parole che mi hanno colpito e mi hanno riportato alla mia adolescenza. I miei genitori anche se in buona fede e a fin di bene mi hanno spesso detto l opposto. Sono cresciuto con la sensazione di fallimento e insicurezza per non essere quello che avrebbero voluto. I paragoni con i figli degli amici li ho sempre sofferti. Adesso ho un figlio di un anno , ho una compagna stupenda, ho due genitori che sono dei nonni affettuosi , ho lasciato un paio di lavori da responsabile di azienda e ora arranco con una piccola attività insieme alla mia compagna. Sono contento e soddisfatto ma devo ricordarmelo continuamente perché i fantasmi del fallimento spesso tornano a galla. Sono in gamba e so fare un sacco di cose e anche bene però ho sempre bisogno che qualcuno me lo ricordi o me lo faccia notare. Ho un figlio stupendo, spero di essere all altezza con lui e spero di non fare gli errori che i miei hanno fatto con me. Comunque da quando c’è lui guardo i miei genitori diversamente e mi piace che stia coi nonni. Certo devo stare sempre all’erta con mio padre che già gli legge Platone. 😀😀😀

    • Vorrei scriverti tante cose. Innanzitutto, secondo me, sta proprio lì la svolta: capire che i nostri genitori
      ci hanno amato come sono stati capaci e in un certo senso superarli. I fallimenti sono la nostra salvezza. Sempre secondo me, è grazie a quelli che riflettiamo sul senso della vita e cambiamo rotta se necessario. Quindi, evviva i fantasmi! Dobbiamo dire ai nostri figli che valgono al di là dei successi e dei voti che prenderanno. Dobbiamo preoccuparci di quello che diventeranno non di quello che faranno, invece, spesso, spinti da questa società in corsa, facciamo il contrario. I nonni sono una grande risorsa, è bello che gli legga Platone, tu continua a raccontargli come è importante seguire i propri sogni, arrancare ma essere felici. E ritagliati uno spazio con la tua “splendida” compagna. Sempre. Tu e lei. E lui imparerà cos’è l’amore.
      Grazie davvero per il tuo essere Stefano. Penny

  39. Ciao,
    leggendo qua e là in questo blog, penso e ripenso alla persona che indirettamente mi ha fatto scoprirti.
    Nel suo dolore ora vedo altre sfumature,emozioni ..
    Un ciao a quella persona e a te Penny per l’opportunità che mi hai dato.

  40. Adesso che sono mamma mi rendo conto di quanto sia interessante leggere determinate cose, mi rendo conto che non si finisce mai di imparare se voglio trasmettere il “meglio” a mio figlio. Adesso che sono mamma è un piacere trovare blog come questo! Grazie 🙂

    Roberta ❤️
    ⇨ imrobertastone.com

    • Anche per me è così. Leggo, cerco, traffico con il mio caos, e tendo le orecchie. Ho bisogno di persone che mi dicano cose. Sono una madre incerta, e ogni giorno mi escono dubbi. Ma so che Ludo e Matti, hanno me, e me soltanto. Posso sbagliare, essere preoccupata, girare in tondo, ma le mie ragazze sanno che sono friabile come tutti, e per loro credo sia una grande sicurezza. Penny. Grazie.

  41. Oggi sei stata per me una bella scoperta, come al solito casuale. E tu sto leggendo e rileggendo, anche perché il sonno non vuole venirmi a trovare stasera…
    ci sei tu a farmi compagnia! Ciao e a presto!

  42. Ai figli dobbiamo dire sempre e conunque la verità sulle cose della vita. Perchè i nostri figli anche se spesso non ce ne accorgiamo sono a volte molto più forti e saggi di noi. Bellissimo post Penny. Buona giornata 😊

  43. Ai miei figli, in particolar modo alle mie figlie più piccole, molte di queste cose ho dovuto spiegarle tutte assieme, per lenire la loro sofferenza, l’avessi fatto (meglio) un po’ alla volta, forse non avrei dovuto mettere insieme un corso di sopravvivenza. Certo ora ne sono certe, hanno metabolizzato i concetti, e soprattutto visto che non sono solo parole, è davvero così, ma meglio non aspettare. E penso che molte di queste cose dovremmo ripeterle come un mantra a noi stessi. Grazie Penny per lo spunto di riflessione, non leggera ma certamente utile.

  44. Ho tre figli
    Sono ormai “grandi”
    Uno vive a Melbourne, l’altro a Barcellona e il più piccolino è all’ università, pronto per la tesi e per cominciare il suo viaggio come cittadino del mondo come ama definirsi
    Mi sono permessa di copiare e inviare a tutti e tre le tue parole
    In cambio ho ricevuto i loro abbracci virtuali ed io li giro a te
    Grazie

  45. Buondii Penny sono Rosy una mamma di due splendidi maschietti quando ho letto le tue parole ho sorriso xche’ sono le stesse cosé che dico sempre ai miei bimbi , di essere sempre se stessi a loro auguro di sentirsi sempre amati e di rispettare ogni forma di vita e di sorridere e di piangere senza vergogna , a non aver paura di crescere ( non sono proprio tempi belli questi ) perché la vita è un grande dono e va vissuta intensamente Ciao

    • La vita non e’ sempre poesia ma guai se non cercassimo comunque l’ispirazione .. le tue parole sono ispirazione pura!
      Le ho ricevute da mia mamma, le ho condivise con altre mamme-amiche ed e’ tornata tanta commozione e gratitudine.
      Domani le leggero’ ai miei figli!
      Grazie!

    • Non so se dimenticare sia la parola giusta. Forse dobbiamo passare oltre. Fare un passo avanti, consapevoli di quello che è. Grazie mille Andrea del tuo contributo.

  46. Madre di una figlia unica, oppositiva, dolcissima ma spinosa, ricca di sentimenti ben protetti da una scorza durissima…ripenso alla madre che volevo essere, a quella che sono stata, alla figlia che immaginavo ed a quella che è realmente. Ripenso agli errori, tanti , ed alle cose buone, qualcuna. Penso che lei sia il regalo più grande della vita….lei così come è. Penso che ho sempre desiderato insegnarle a volare, perché poi, un domani possa, se vuole, tornare. Pensieri confusi di una mamma in crescita. Grazie, un abbraccio

    • A me non sembrano molto confusi, tutt’altro. Sai dove sei e di cosa ha bisogno tua figlia. Di te, una madre imperfetta in cui possa riconoscere le proprie debolezze e accettarle. Alessandra siamo tutti in crescita, sempre. Altrimenti che gusto ci sarebbe?
      Baci, da un’altra madre sempre in dubbio. Penny

  47. Penny ha 5 figli.
    Il primo si chiama gennaio;
    Il secondo febbraio;
    Il terzo marzo;
    Il quarto aprile;
    Come è il nome del quinto.

  48. bellissimi pensieri, Penny … mi hai fatto tornare in mente le “poesie” di Gibran, che io adoro … grazie e a presto

  49. Grazie Penny, mi piacerebbe leggerlo ai genitori che accolgo qui nel mio piccolo, insegnando loro a massaggiare i loro bimbi, a coltivare contatto e relazione, perchè tutto quello che hai scritto si può lasciare sulla pelle.

  50. Mi piace molto questo brano.

    La parte

    Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse. Altrimenti le donne continueranno a morire e gli uomini ad uccidere.

    mi trova d’accordo al 100%

    Senza gli altri siamo niente? Se inteso come arroganza e superbia, concordo (nessuno e’ un’isola). Ma il detto “Meglio soli che male accompagnati” io lo ritengo giusto (ed anche molto difficile da mettere in pratica)

    Grazie come sempre. Di tutto!!

    • Hai ragione. La solitudine non va negata ma accolta come parte importante della vita. Anch’io la penso come te, affaticati stanchi soli ma felici. Non si può stare con gli altri solo per bisogno, ma è anche vero che sono i legami “sani”quelli che ci permettono di andare avanti. Soli soli lo credo impossibile. Il tentativo è quello di essere comunità. Grazie Claudio per i tuoi contributi. Penny

  51. Bravissima… ma ci sono anche latre cose da dire, che mi pare abbia omesso (né te ne faccio una colpa…) spero non ti dispiaccia se aggiungo… 🙂 XX

    Ai figli maschi dovremmo dire che il sesso non è un diritto, nemmeno dalla propria moglie, e che prenderselo a dispetto di lei si chiama stupro.

    Alle figlie femmine dovremmo dire che il sesso non è valuta e non lo si deve usare per ottenere quello che vogliamo, ma invece dovremmo essere oneste con i propri partner, dicendo loro con chiarezza quando non ci và, ma anche quando non li amiamo più…perché quando l’amore muore non ci si deve accontentare dell’ abitudiene e che un divorzio doloroso è meglio di una vita infelice… ma che dei figli non si deve fare arma o rivincita né devono essere testimoni di liti vitrioliche e la violenza MAI, MAI, MAI!

    A tutti i ragazzi e le ragazze dovremmo insegnare che la vita è una responsabilità, che milioni di bambini non sono mai arrivati ai due, tre, quattro o cinque anni… che il nostro privilegio è anche un obbligo a lavorare instancabilmente affinchè tutti al mondo abbiano abbastanza da mangiare, acqua pilita da bere, medicine e casa, e che riciclare non è un peso, ma un onore… noi, che abbiamo così tanto da buttar via, mentre altri non hanno nulla.

    E a tutti, grandi e piccoli, dovremmo rammentare questo fatto insfuggibile: nessuno di noi ha il contratto di locazione nella proria vita, ciascuno di noi è vivo ORA… tra un minuto già non si sa… e quindi dobbiamo dire le cose belle ora, mentre c’è tempo, ma le cose cattive possiamo anche rimandarle indefinitivamente.

    GRAZIE! <3

    Ad Majora!

    • Concordo, anche qui, in pieno. Faccio miei i tuoi approfondimenti: sulla violenza, sulla sofferenza degli altri, sui matrimoni che non funzionano, su questa bellissima frase Nessuno di noi ha un contratto di locazione con la sua vita. Non posso che dirti grazie per esserti fermato. Spero a presto Penny

  52. Ciao Penny, ho scoperto il tuo blog per caso, grazie ad un amico che aveva linkato su Facebook questo tuo post. Ho trovato le tue parole una bellissima sintesi di quelle intenzioni che spesso come madre ho io stessa nei riguardo dei miei figli, ma che a volte purtroppo non riesco a mettere in pratica perché la fretta o la stanchezza me lo impediscono. Come hanno già scritto in molti sono tentata anch’io di stampare il tuo elenco e leggerlo insieme ai miei figli …
    Anch’io ho un blog, https://labibliotecadidaniela.wordpress.com/ , dedicato soprattutto ai libri fra i quali molte pubblicazioni per l’infanzia: forse le tue figlie sono un po’ cresciute per i titoli che tratto, ma mi farebbe piacere se tu volessi dare un’occhiata al mio spazio virtuale!
    Buona giornata, Daniela

    • Cara Daniela, anche io razzolo malissimo. Mi sono iscritta al tuo blog. Un blog biblioteca è un’idea meravigliosa. Io i libri li metto ovunque: sui gradini, sul tavolo, sulla scala…in casa mia li scontri in ogni dove. Sono oggetti in uso continuo, anche se le girls non leggono tantissimo. Spero che prima o poi…
      Grazie, allora, a ricontrarci. A presto Penny

    • Caro Gianni se quanfo si é vecchi, come dici tu, senti ancora che c’é da imparare, allora sei una bella persona. Poco ma sicuro. Chissá quel vecchio a che corrisponde…
      Grazie davvero Penny

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