Potremmo dire tante cose del tempo, come ad esempio, che ci vorrebbe un tempo lento per i nostri figli. Di calma.

Che nel tempo potrebbero crescere, e non essere necessariamente più bravi degli altri.

Che i voti esistono, per alcuni saranno tanti dieci, per altri dei quattro, ma non sono il loro essere. E la vita sta in mezzo.

Che c’è un tempo buono in cui stare vicini. Ma esiste un tempo in cui si può stare lontani. Persino da noi stessi.

Che il tempo ha bisogno di cura. Di pranzi cucinati ogni tanto, di passeggiate tranquille, e di baci.

C’è un tempo in cui cucire spalline e cuori.

E un tempo da conservare.

C’e un tempo che si chiama morte, e dobbiamo pensarci. Parlare di lei, prima che arrivi.

C’è un tempo in cui spingere le altalene in alto, e farci sedere i nostri ragazzi. Un altro in cui tenergli i piedi  ben ancorati a terra.

C’è un tempo di solitudine, ma anche in cui stare insieme. Se il fuori e il dentro coesistono, allora si è felici.

C’è un tempo a cui si arriva, prima o poi, tutti. In cui la vecchiaia e l’infanzia coincidono, ed è una strana forma di tenerezza.

Non possiamo dimenticarci di quello che ci è stato dato, anche fosse solo la vita.

C’è un tempo in cui saremo memoria. E sarà bellissimo vivere nei pensieri di altri.

C’è un tempo in cui fare silenzio. Nel silenzio ci stanno di casa i desideri, i progetti, il niente. Non solo gli spettri.

Esiste un tempo in cui bisogna comprendere quello che siamo stati. E quello che vorremmo essere. Un tempo lungo, in cui siamo entrambi.

Un tempo che vive di emozioni e uno di raziocinio. Uno di paure e uno di coraggio, che sono poi la stessa cosa.

Un tempo per noi,  e per i nostri figli. Bisogna salvaguardarli entrambi, se non vogliamo perderci di vista.

Esiste un tempo per l’amore e uno per quando finisce. Uno per giocare con i figli, o accettare di non esserne capaci.

Esiste un tempo passato, che è un bagaglio a mano, e dobbiamo portarcelo sempre dietro.

Ma c’è anche un altro tempo per fare spazio, e aggiungere cose nuove.

C’è un tempo in cui i figli piangono, lasciamoglielo, è luogo di crescita.

Un tempo in cui si deve dire grazie, e uno del perdono. Senza, non possiamo procedere. E i nostri figli non ce lo perdoneranno.

C’è un tempo per la perdita. E uno per la vittoria. Non esistono uno senza l’altro.

Un altro in cui bisogna lasciare andare.

Si chiama amore. Si trova ovunque. Non dobbiamo cercarlo. Arriverà lui. E sarà bellissimo. Ce ne accorgeremo.

Ditelo ai vostri figli. E prima ancora a voi stessi.

 

 

 

12 comments on “C’è un tempo.”

  1. Dire mi piace è riduttivo
    Fa riflettere! il tempo per tutto. E per tutti
    La consapevolezza che aiuta noi stessi e quindi gli altri.
    Bisogna dirlo ai bambini, bisogna trasmetterglielo
    Il tempo, un bene prezioso
    Come l’amore
    Grazie!!

  2. Zeit zu leben, Zeit zu sterben (romanzo di Erich Maria Remarque)

    E dal libro dell’Ecclesiaste, cap. 3, 1-8:
    Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
    C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
    un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
    Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
    un tempo per demolire e un tempo per costruire.
    Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
    un tempo per gemere e un tempo per ballare.
    Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
    un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
    Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
    un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
    Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
    un tempo per tacere e un tempo per parlare.
    Un tempo per amare e un tempo per odiare,
    un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

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