L’amore significa adoperarsi. Non so se sono d’accordo.

Quando ci adoperiamo per qualcuno ci aspettiamo che ci sia una risposta.

Se l’altro non ci ama stiamo male come cani. Allora è un adoperarsi per modo di dire.

Amiamo per ricevere amore. E non c’è niente di male, ma esserne consapevoli è importante.

L’amore è un valore universale, e credo che su questo siamo tutti d’accordo. Ma per amare bisogna compiere degli atti precisi.

Il primo, imprescindibile, è realizzare le proprie aspirazioni, i propri desideri, e permettere all’altro di fare lo stesso.

L’amore non possiede, dice Gibran, né vuol essere posseduto. Chi trattiene lo fa per se stesso, e mente se sostiene il contrario. Non ci ama. Questo deve esserci chiaro.

Allora frasi del tipo: ti ho dato tutto me stesso…ti amo più della mia stessa vita…se mi lasci come faccio…a me suonano lontane dal concetto di amore.

Io non voglio essere tutto per l’altro, né desidero che lo sia l’altro per me.

Vorrei uno spazio di confine in cui c’è l’essenza di quello che sono, in cui nessuno possa entrare, a parte me. Me e basta.

L’amore rimane qualcosa di inafferrabile, anche se facciamo bene a farci delle domande, sapendo che non ci sono risposte, se non le nostre, oscillanti, precarie, in bilico.

Quando amiamo lo sentiamo, ci sono pochi dubbi.

Siamo contenti della nostra vita , e abbiamo voglia di condividerla con chi ci sta accanto. Siamo spinti in avanti, perché un’altra cosa che deve fare l’amore è aprire porte, se chiude verso l’interno, qualcosa non va.

Dobbiamo ricordare all’altro che nessuno è indispensabile, e ricordarlo soprattutto a noi stessi.

Non basta l’amore per salvare. Se l’amore si fa carico della solitudine non assolve il suo compito. In poche parole è rispondere a un bisogno, come dormire.

L’amore è mutevole e ci chiede di esserlo insieme. Difficile. Ma possibile. Ha bisogno di cure e dedizione alla vita. Non solo alla coppia, che rischia di scoppiare se tutto inizia e finisce lì.

E non dobbiamo per forza avere gli stessi interessi, andare d’accordo su tutto, edulcorando il rapporto.Siamo fatti di alti e bassi, di distanze e vicinanze, di materia solida e liquida.

È pur vero, che tutti cerchiamo l’incanto. E facciamo bene. Ci parlano di principi, castelli, paesaggi da fiabe fin da quando siamo piccoli.

Ma dopo che abbiamo trovato quell’incanto, per altro, di breve durata, concentriamoci su ciò che ci fa davvero stare bene, perché è questo che conta nell’amore. Stare bene.

E se l’amore ci fa stare male, si tratta di altro. Scappiamo a gambe levate.

E state pur certi che l’amore non basta, ci vuole di più per essere felici.

Ci vuole la vita nel suo essere, e la nostra presenza dentro.

 

 

20 comments on “L’amore non basta.”

  1. Avevo letto un ottimo libro, mi ha aiutato molto a capire il disamore.
    Se fa male non vale.
    Lo consiglio a chi è confuso, a chi confonde abitudine, sensi di colpa ed illusione con amore.
    L’amore non toglie,,, l’amore è dono❤
    Buona domenica 😘

  2. vorrei urlarlo. L’amore non basta e non è tutto, anzi è solo un buon inizio..quante volte l’ho detto, ribadito, ma nulla è servito. oggi mi
    Ritrovo con un pugno di mosche e con una guerra in corso e un cuore spappolato. Può una persona che dice di amarti fartela pagare economicamente e a voce , come madre, come donna?
    No non è stato amore e non lo è. È solo paura della solitudine e della vita…

    • Ciao Elisa, non so se si può parlare d’amore. Me lo sono chiesto tante volte anch’io. So che l’amore non é sbiegabile. Sul cuore spappolato, si ricompone. Ci vuole tempo e pazienza. Anche la rabbia se ne va perché alla fine distrugge. Difficile stare bene ma bisogna provarci. Per noi. Per i nostri figli. É faticoso, ma ci si riesce. Ti capisco e ti sono vicina. Un abbraccio Penny

  3. MALAMMORE

    di Fausto Corsetti

    Tante volte ci siamo illusi, tante volte ci è sembrato di aver trovato la persona giusta. Poi, all’improvviso questa persona ha rivelato un altro volto: desideri che ci escludevano, progetti che non ci contemplavano, un passato che non conoscevamo…
    L’amore allo stato nascente proietta sul suo oggetto tutte le perfezioni: scartando il buio, vede solo la luce; sordo alle dissonanze, ode solo le melodie che l’amato gli invia.
    Ma, dopo le meraviglie dell’incantamento, accade che l’ideale si ridimensioni e che all’illusione faccia seguito la disillusione: il riconoscimento della realtà, relatività e fragilità di ogni relazione. Più difficile accettare la delusione, sopportare la catastrofica sfiducia nelle proprie capacità di valutare l’altro, di conoscere le proprie reazioni: “Non avevo capito niente…” si dice l’innamorato abbandonato, seduto sulle macerie del suo sogno d’amore. Sono molte le parole che si dicono. Poche quelle che si incarnano, mentre tutto ciò che conta accade nell’inevidenza di storie sepolte dalla ferialità e dalla vita che propone una sequenza di giorni che facilmente si assomigliano uno all’altro. Non si misura il dolore che cresce: lo si attraversa; lo si abita, mentre lo si lascia entrare in quelle stanze interiori dove troppo raramente si è capaci di appartarci per affrontare domande alle quali, soli, si è chiamati comunque a dare risposta.
    Quasi tutti abbiano sofferto per un amore troppo presto finito…
    Quando i fallimenti si susseguono, però, qualche cosa dentro si frantuma e il cuore, come un vaso incrinato, non riesce più a contenere un nuovo versamento d’innamoramento. La mente cerca di indurlo ad accettarlo ma, nonostante tutto, continua a emergere un senso di alienazione, di perturbante “non familiarità”. Il cuore potrebbe essersi irrigidito, oppure l’altro potrebbe essere così roccioso da rendere impossibile rimodellarsi a vicenda.
    L’amore richiede che due esseri si fondano fino a generare un’inedita presenza nel mondo, una terza persona che ingloba l’io e il tu. Se questa fusione non accade scende l’ombra, si incunea il gelo dell’estraneità.
    C’è nell’amore una componente di ignoto, un’oncia di mistero, un margine di rischio che nulla potrà mai dissolvere. E forse sono proprio questi elementi che rendono l’avventura d’amore coinvolgente, affascinante, irrinunciabile, indimenticabile.
    Siamo chiamati a giocare con il tempo e con la vita per il gusto di vivere, di amare, di essere amati. Siamo invitati al tavolo delle cose che crescono piano piano, della vita che si concede giorno per giorno. Siamo in viaggio, sempre e di nuovo, alla scoperta delle cose del mondo, per capirle, alla ricerca di ogni incontro che ci rende vicini, intimi, compagni di un andare che favorisce condivisione e partecipazione. Nessuno è mai troppo distante.
    C’è una profezia contenuta, anzi gelosamente custodita, nello scricchiolio di ogni zolla di terra che mal sopporta di lasciarsi calpestare: la speranza.

    • Ciao, sono andata a cercarti. L’amore è esigente, scrivi. Forse hai ragione. Come mi trovo in linea con te su tutti gli altri fronti. L’amore inganna, gli occhi guardano solo ciò che vogliono. Ci vuole tempo per imparare ad amare anche le parti buie e, a volte, non ci si riesce. Nonostante i rischi, i fallimenti, le disillusioni giriamo sempre intorno alla materia dell’amore. Con la speranza prima o poi di incontrarlo o essere pronti. Grata per il tuo scritto meraviglioso. A rincontrarci Penny

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