Il mio avvocato dice che sono un caso disperato, dopo questi anni di tragedie emotive, credo si sia affezionata, a me e alle girls. Non si capacità e non c’è volta in cui non mi chieda: perché l’ha sposato?

All’inizio non sapevo cosa rispondere. Pensavo che avesse ragione: come avevo potuto scegliere un uomo che diceva di amarmi e riusciva a farmi così male?

Con il tempo mi sono data delle risposte.

Mi sono innamorata di lui e dell’amore che portava con sé, un matrimonio e la prospettiva dei figli. Quell’idea di “noi” mi rassicurava.

Lo amavo? Credo di sì, come ne ero capace.

Ora so che non c’è stato inganno, anche se lui pensa il contrario.

Durante la separazione, ho provato così tanto dolore che mi sono chiesta quale tipo di amore sia stato il nostro. Amava me, l’uso che ne faceva di me, quello che rappresentavo agli occhi degli altri?

Posso condannarmi se la consapevolezza  mi ha portato su una strada diversa?

Posso dire che nessun profeta, marito, moglie, amico può stabilire i dettami dell’amore. E come scrive Virginia Woolf:

“Nessuno trova pace sottraendosi a se stesso”.

Credo sia questo. Non trovavo pace. Qualcuno ci riesce a stare tranquillo. Io, sono un’anima piuttosto inquieta e non credo di poterci fare molto.

Per parecchio tempo non riuscivo a dare dignità a quello che sentivo. Come se il mio sentire non avesse valore. E tutte le volte che non mi sono ascoltata mi sono persa.

Per fortuna c’è la vita e il suo procedere incessante.

Poi mi sono scelta. Ho fatto fatica certo. Ho provato dolore e dolore e mi sono chiesta: ne uscirò mai? La smetteranno gli altri di giudicarmi?

Ma, soprattutto, pensavo alle mie figlie. Riusciranno a perdonarmi? A stare bene, a essere felici nonostante le mie scelte?

Dopo dieci anni non so se gli altri abbiamo smesso di giudicarmi, io ho smesso di stare con chi lo faceva, e di preoccuparmi di chi lo faceva.

Nella mia testa ho lasciato entrare una frase: non piacerò a tutti, pazienza.

Compresi famigliari, parenti e così via.

Non devo spiegare niente a nessuno se non a me stessa, altra frase messa in saccoccia.

Posso fare errori, ma sono miei. Mia la facoltà di cambiare strada e di sbagliare e tornare indietro oppure no.

Di dolore non si muore, il dolore è colui che permette il cambiamento, si deve solo avere il coraggio di attraversarlo. La promessa è la persona nuova che diventeremo.

Inizio un po’ a dire dei No, non vengo a quel compleanno, non voglio, non posso. Gli altri, vi assicuro che ai nostri No, poi si adeguano.

Per quanto riguarda le mie figlie, tasto dolente, oggi, a distanza di dieci anni, posso dire che dentro ai miei tumulti, dentro al loro affrontarli, dentro al riconoscere la verità, loro sono cresciute e stanno bene.

Sì, stanno bene.

Ho accettato di non fare quello che gli altri si aspettano da me, è stato un lavoraccio perché non ne ero capace, e ho cercato di capire quello che io mi aspettavo da me stessa, perché, anche quello non sapevo più farlo.

E poi, l’amore e la sua fine non vanno spiegati a nessuno, se non a noi stessi e al cuore che ci appartiene.

E la vita non vissuta, è una vita persa.

Senza amore, direi.

Trascinata.

Quindi non avevo scelta. Ecco.❤️

Penny

10 comments on “L’amore non si spiega. Nemmeno la sua fine.”

  1. Per quanto tempo il mio sentire non ha avuto dignità. Storie diverse, insicurezze e inquietudini simili..Grazie mille Penny di darci voce..

    • Cara Simona, se non ci foste voi con le vostre parole sarei poca cosa. Siamo come un’eco e questa cosa mi piace. Continua a scrivere a tutte noi. Se sanno che qualcuno c’è riuscito…beh, è una bella speranza. Bacetti

  2. Che meraviglia….e anche se fosse solo per poco….scelgo l’amore. Sempre e per sempre. Grazie arrivi sempre al centro dell’anima. E so che un giorno avrò voglia ancora di sorridere.

    • L’amore per sempre? Quello per noi stessi. Che ci fa stare bene anche con l’altro. Ti mando un bacio, grazie. Penny

    • Sarà per sempre? Io non lo so sai…ci sono figli che si allontano dai genitori e genitori dai figli. Sembra incredibile ma succede. So che le amo e per ora le tengo strette. Un bacio Antonella.

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