Ci sono giorni che non trovo la poesia. Non ce la faccio. Vorrei guardare le girls e pensare tutte quelle cose carine che di solito si provano per le proprie figlie. Invece desidero solo che spariscano come per magia. Chiudo gli occhi. E sono sempre lì.

Sono alcuni giorni che la girl bionda mi fa ammattire. Forse sente la primavera, ma io riesco solo a pensare che sia insopportabile. E invece di mantenere la calma e applicare quello che profetizzano i profeti sull’adolescenza, faccio tutte quelle cose che un genitore non dovrebbe fare. Proprio tutte.

Perdo la pazienza e nonostante mi riprometta di non perderla, la riperdo di nuovo e di nuovo ancora. Sono un disastro. E dopo, come è ovvio, mi sento una merda.

Cerco la poesia nei loro occhi, mi aggrappo a quell’idea di loro bambine nel lettone, le manine che mi accarezzano, ma non la trovo. Neppure un briciolo di poesia. Niente.

Ieri la girl bionda ha messo su la caffettiera senza acqua e pretendeva di aver fatto la cosa giusta. “Non è colpa mia!” è la sua frase preferita che sbandiera in ogni dove. Quando sbatte la porta, quando rompe qualcosa o mi perde quel golf a cui tenevo. Litighiamo, e alla fine mi ricatta dicendomi che va da mia madre.

“Dalla nonna no!” le dico furiosa “esci di casa e ti spacco le ossa!”.

Come distruggere in un attimo la madre accettabile che c’è in me!

Il problema è che la poesia alle volte si perde insieme ai calzini. Nessuna poesia nelle mutande per terra in mezzo alla camera, nelle canottiere infilate nelle magliette infilate nei maglioni tutto immancabilmente al rovescio. Il balsamo consumato in un attimo e il profumo comprato a Londra pure. La catena che non è tirata, gli assorbenti in giro.

Ma chi sono quelle due che girano per casa? Chi le conosce?

RIDATEMI LE MIE BAMBINE! RIVOGLIO QUEI VISI PAFFUTI CHE PENDEVANO DALLE MIE LABBRA.

L’unica poesia che mi viene in mente è quella di ritornare al lavoro. Il caffè al bar è una specie di miraggio.

Le vacanze con i figli dovrebbero durare più di un giorno meno di tre perché la poesia resista.Dopo il secondo, è già rissa. Per lo meno qui da me.

Penny

7 comments on “Ci sono giorni in cui la poesia sparisce insieme ai calzini.”

  1. Io penny la mia ogni tanto la butterei fuori dalla porta… È non ha ancora 8 anni. Siamo normali, io, te…. Siamo normali. È il modo per farlo crescere……

    • Siamo normali? Io mi sento un caos cosmico. Non so mai quale sia la scelta giusta. Mi vengono dubbi su dubbi. A volte ho paura di non essere adeguata. Ma forse hai ragione tu, siamo normali e chissà che i nostri figli in questa normalità non sapranno amarsi di più. Un speranza.
      Grazie per la tua presenza. Penny

  2. Io sono ancora lontanissimo dal periodo dell’adolescenza (ancora 11 anni!!) quindi non posso far altro che immaginare, ma non capire, ciò che stai vivendo. Sicuramente il problema è quello di trovare l’equilibrio tra il non alimentare la rabbia senza cadere nell’accondiscendenza. Praticamente essere un muro di gomma che senza fare del male, impedisca alle girls di fare ciò che manca di rispetto a te e a loro stesse.

    • Essere un muro di gomma. Mi impegno sai, la mia vocina interna mi dice, non ti arrabbiare. Poi sclero. Inutile dire che la voce “paterna” qui manca. E si sente il vuoto. Inutile dire il contrario. Una volta ero andata a sentire un guru sull’educazione, diceva che con i figli bisogna trovare sempre delle mediazioni. Ci provo. A volte funziona. A volte.
      Grazie Claudio…l’aquila?
      Penny

      • È un simbolo che mi è sempre piaciuto. Un amimale che vuole volare sempre alto e che non si accontenta. In bocca al lupo per tutto. 😉 Salutoni.

  3. Leggo e mi fai sorridere
    Sorrido perché penso a come i nostri figli ci vedono..immagino che per loro noi siamo degli ufo rompiballe megagalattici!!!
    Ricordo ciò che io pensavo di mia mamma quando a sua volta mi ripredeva e sgridava…na palla infinita,facendomi sentire imperfetta e inadeguata.Ma questo riguarda me..
    Poi,nel diventare mamma 2 volte (20 anni lei 11 lui)
    comprendo tutti i giorni che ci sono “cose”che si perpetuano di generazione in generazione…e qui sorrido
    Leggo commenti di amiche o conoscenti o social e anche a casa degli altri accade la stessa cosa…e qui sorrido
    Ci sono giorni che la poesia diventa magia…quando calze e calzini fanno festa…e qui sorrido
    Sorrido quando penso alla tempesta ormonale che hanno in circolo…
    A volte invidio il loro mondo delle possibilità che gli attende…e qui sorrido
    Sorridi Penny…tutto questo passerà,ritrovandosi a ricordare con nostalgia il caos che lasciavano in giro..
    Viviamoli qui e ora…ieri l abbiamo superato..domani non si sà….ciò che conta è oggi qualsiasi cosa sia!!!
    Un abbraccio😀😀

    • Sorrido e hai ragione tu, quello che conta è oggi, è che siano accanto a noi. Che ci parlino, ci facciano ammattire e stancare fino allo sfinimento. Però, ogni tanto scappo. Ne ho bisogno. Forse scrivere è anche questo, avere amici che mi aiutano a restare e godere di ciò che possediamo. Grazie Filo.

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