In questi giorni di febbre, di silenzio e dolore ho avuto momenti in cui il pensiero é tornato indietro. Questo pensiero che, ogni tanto, ronza come una mosca impazzita e non mi lascia in pace.

Per tanto tempo le mie azioni hanno preso una direzione,  i miei pensieri un’altra. Perché ci sono segreti che non ammettiamo nemmeno a noi stessi.

Le notti insonni, ad esempio. Quelle in cui pensiamo a ciò che avremmo voluto essere, e non è stato.

A quelle parole che ci hanno ferito. Quel modo di essere trattate diventata una consuetudine.

“Perché permetto tutto questo?” Mi sono chiesta un’infinitá di volte.

Mi sono sentita scontata, e sola. Ma non volevo ammetterlo.

Mi rigiravo nel letto pensando a quando e dove mi ero persa. Quella era la nostra casa, il nostro nido, c’erano sono i nostri figli.

Eppure non era lì che volevo stare.

O forse sì, ma stavo effettivamente male.

Ci sono segreti che non ammettiamo nemmeno a noi stesse, cosí dolorosi che li scacciamo, convinte di potercene liberare. Almeno a me é successo cosí.

Mettiamo a posto la spesa e ci diciamo che è normale non provare più le stesse cose, non siamo più ragazzini al primo appuntamento.

La casa c’è, i figli pure. Abbiamo una famiglia meravigliosa. Perché lamentarsi?

Ci muoviamo tra pranzi e cene pensando che sia normale non fare sesso dopo anni di matrimonio. Eppure avremmo voglia di essere baciate di nuovo con passione, in quel modo che ci fa sentire vive.

Avremmo voglia che qualcuno ci guardasse con occhi nuovi. Quelli che non riusciamo più ad avere su di noi.

Procediamo parlando con le amiche che ci rassicurano. “É così anche per me, per tutti” ci dicono serene.

E noi torniamo a casa proponendoci impegno e ci sentiamo quasi sollevate, pensando a quanto siamo stupide ad aver pensato certe cose.

Eppure quei maledetti pensieri, nonostante l’impegno e la consapevolezza, hanno continuato a tormentarmi fino a quando non ho potuto far altro che dargli ascolto.

Da allora sono passati quasi otto anni. La mia vita è cambiata profondamente. Ci sono stati dolori e quella che ho pensato normalità non lo era.

Non è normalità non aver voglia di far sesso con la persona che ci sta accanto.

Non è normalità non trovare cose da dirsi. Riempirsi il tempo con i figli per la paura del vuoto che attanaglia.

Non è normalità pensare che ciò che sentivo non era importante.

La mia vita è andata avanti giorno dopo giorno pensando che tutto fosse normale tranne ciò che provavo.

Ho perso tanto tempo e sono stata molto male per la paura di ferire.

Ho pensato a tutti, tranne a quella mosca che ronzava e che mi parlava di me.

Non so perché ho scritto questo post, forse per le email accorate che mi scrivete, forse perché vorrei che sapeste, voi, al di là dello schermo, che quello che sentite va ascoltato.

Ciò che proviamo non è mai sbagliato, è sbagliato far finta di niente o pensare di essere anormali.

Non esiste una normalità, esiste un pensiero, un sentimento. Il vostro. Ascoltatelo e non fatevi dire da nessuno che non ha valore. Perché finché non lo farete lui farà in modo di farsi sentire.

Vi abbraccio tanto Penny

 

 

24 comments on “Normalitá.”

  1. Quanto male fa ascoltare quei pensieri?e quanto male fa non farlo. Quando riusciremo a capire da che parte far pendere la bilancia della nostra vita riusciremo a sopportare il dolore delle nostra scelta. Perché qualunque essa sia sarà dolorosa. Ad un certo punto dovremo decidere di soffrire, una volta per tutte e poi ricominciare. Fino a quel momento le notti insonni saranno infinite. Ti abbraccio e mi rileggo il tuo post, bellissimo

    • Sai Federica, un giorno, tanto tempo fa, la mia psicologa mi ha detto: le decisioni importanti nella vita si prendono in due secondi netti. Fino ad allora, se non riesci a fare altro, non ti condannare, respira. Ti sono vicina Penny

  2. Tutto condivido ogni singola parola. Ad oggi, mi ritrovo però a combattere con quel senso di colpa per non aver ascoltato di più e prima quel ronzio. La mia terapista mi ripete che non avevo gli strumenti. Anni in cui mi sono coscientemente annullata più o meno, e semplicemente perché è più facile pensare e occuparsi degli altri, soprattutto se donna e mamma. Ma ad oggi rivendico a gran voce la mia scelta, di amare
    Di più, di volere e ascoltare ciò che a me fa star bene. La strada è lunga, il dolore enorme, anche il sentirsi persa, ma il coraggio di volere una vita dove io ci sono e ne sono la protagonista ha un valore, per me. E non è egoismo, ma quell amore grande di cui, Penny, ne sei portavoce…

    • Ciao Elisa, che bello sentirti. Perché ti sento, e concordo in ogni tuo pensiero. Credo che ci sia il momento giusto per ogni cosa, ogni pezzo di vita ci serve per arrivare dove dobbiamo. Nulla ripaga il fatto di essere protagoniste delle nostre scelte. Proprio nulla. Io sono qui quando vuoi venire da me. Ti mando un bacino Penny

  3. Non credo sia solo la scelta di amare di nuovo, che ci porta fuori da un matrimonio sbagliato. Credo sia la disperazione del nulla. L umiliazione giornaliera di non essere vista. Per lo meno, io.. non credo più molto negli uomini. Sembra una frase banale. Ma non lo è. Vale la pena andare non per la “speranza” di un altro amore, ma per guardare avanti con gli occhi della consapevolezza.

    • Hai ragione, vale la pena andare per guardare avanti. Se lo facciamo solo per un altro amore, senza risolvere le cose della vita, siamo fregate. Forse bisogna credere in noi stessi, piuttosto che nell’uomo. Il noi e nella possibilità che abbiamo di amare in qualunque forma e modo. Sono contenta che ti sia fatta sentire. Grazie Penny

  4. Penny questo post é bellissimo, snocciola proprio i passaggi su cui ho dovuto soffrire per arrivare oltre. Vorrei incorniciarlo, vorrei che fosse parte dell’educazione sentimentale prima del matrimonio…
    Quanti anni a pensare di essere sbagliata, stronza, strana…e a non muovermi per non ferire. E io? Tutta la giovinezza.
    Lui una brava persona, come potevo io tanto brava lasciare lui e tutti di stucco?
    Decenni….
    Poi il vero in qualche modo si insinua, arriva, ti chiama. Più resisti più fará male.
    “I segreti più son vecchi piú saran pesanti”(Ligabue).
    Ho sempre pensato che l’innamoramento – impossibile – arrivato da grande (42) abbia fatto male come la varicella presa da adulti…

    Grazie e in bocca al lupo anche a Federica a Punny a Elisa ♡.

    Non guardiamo indietro con rammarico, abbiamo fatto tanto e ora c’é solo da costruire. E certo.. non si chiude un matrimonio per una nuova storia (poi va bene se arriva..ma con attenzione) ma per noi, per essere noi – che ancora non ci conosciamo nella libertá, nella solitudine a volte pesante – in quella storia.
    Io ancora vacillo, per i sensi di colpa e il bisogno di riempire malamente il vuoto…ma leggervi mi aiuta. So che ho fatto bene, e anche con tante difficoltà dentro andrá meglio.

    Da incorniciare “Non è normalità pensare che ciò che sentivo non era importante” e “pensando che tutto fosse normale tranne ciò che provavo” e soprattutto “ció che proviamo non è mai sbagliato, è sbagliato far finta di niente o pensare di essere anormali”.

    Ti mando un abbraccio forte.

  5. che bello leggere e sapere che ci sono altre donne che hanno le tue stesse paure, dubbi, incertezze e sensi di colpa, erano anni che avevo quei pensieri…..ma continuavo a reprimerli dicendomi che era tutto NORMALE, quando di normale non c’ era proprio nulla…ma ero priva di forze, autostima e amore per me stessa… avevo bisogno di un aiuto …. che mi è arrivato da una brava terapeuta e oggi posso essere felice di dire ….RIPARTO DA ME…. ed è una sensazione bellissima!!!
    grazie a tutte voi e in particolare a te Penny!

    • A volte Nico non scopriamo il valore di noi stessi finché non cadiamo nel baratro. Ma quando ci ritroviamo é come una rinascita. E hai ragione tu: é bellissimo capire chi si é. Grazie per passare di qui ogno tanto. Ti bacio Penny

  6. Non so perchè ma quando ti leggo sembra tu dia voce esattamente a cio’ che provo…mi solleva per un attimo non mi fa sentire cosi aliena…ma adesso non riesco ad alzare la testa a smettere di piangere e sento solo un dolore profondo che mi lacera. Io la rovina famiglia, una figlia che sta dando un dolore immenso a dei genitori che proprio non possono evitare di soffrire e che non avevano bisogno di tutto cio’.Una vecchiaia da vivere senza tanti magoni dopo una vita di sacrifici. La mia famiglia non c’e piu’ e mi manca. Prima la mia libertà era limitata ora INESISTENTE. Mia figlia sempre con me..mattino giorno e notte. Prima era esattamente così e adesso pure. E mi chiedo quando potrò sentirmi ancora viva e un pò serena. I sensi di colpa ….una valigia piena…sempre pronta ad essere caricata. Quanto devo ancora pagare?? Quanto tempo deve passare??? Io sono esausta , sfinita e lo ero prima di iniziare tutto questo percorso. Penny cara…parli di 8 lunghi anni…io ne ho 44 e mia figlia 9…volevo vivere adesso. Adesso. Sarebbe stato bello….e invece. Ho paura di non farcela. Una fottuta paura. Grazie che ci sei.

    • Cara Federica, scusa se non ti ho risposto prima. Volevo farlo con calma. Ti assicuro che se ne esce. Io sono ancora dentro alla separazione ma sono felice da molto tempo, con alti e bassi, come tutti, ma felice.
      Hai ragione: la tua vita é adesso. Sai il passo più grande che dobbiamo superare? Reggere il giudizio degli altri, e per altri non intendo solo le persone lontane da noi, ma quelle vicine: genitori, marito, figli e amici. La cosa più difficile é dirsi: che pensino quello che vogliono, anche che non sono stata una buona figlia o una buona moglie.
      Finché tu farai pagare a te stessa questo scotto, gli altri ci si butteranno a pesce. Non credere, so che si sta male, ma devi fare lo sforzo e diventare “grande”. I genitori si deludono e la vita é la loro. Cara Federica non possiamo salvare gli altri. Scegli di salvare te stessa anche a costo di non piacere. Reggere il loro giudizio e salvare la nostra vita. Si abitueranno e ci ameranno davvero per ciò che siamo, non per quello che facciamo finta di essere. E se non succederà, per lo meno stiamo vivendo e siamo ” vive”. Ti abbraccio tanto. Io sono qui. Penny

  7. Federica scusa se ti rispondo, la tua disperazione chiama… Io ho avuto problemi con i miei genitori, sapevo che li avrei delusi molto, per 42 anni sono stata soprattutto figlia (brava) piuttosto che donna. E’ costato tanto, ma bene accorgersene. Fa soffrire, ma non soffrire per i sensi di colpa. Sono loro ad avere sbagliato la prospettiva. Se non ti stanno accanto ora che ne hai bisogno per il giudizio “di forma”, sono loro a non saper amare una figlia. Non hai bisogno di altri pesi, hai già dovuto scontare quello di genitori che non ti hanno insegnata a non volerti bene. L’avranno fatto con le migliori intenzioni, e con i loro (poveri) strumenti, non giudicarli, ma non caricarti per loro. Io hai miei che non capivano, che mi incolpavano ho chiesto “voi siete contenti della vita che avete fatto” (si, che poi non è vero!). Beh, io sono felice per voi, ma ora devo pensare a me, e così, separata, ora sono felice. Non hanno capito, perchè non sanno parlare di felicità, che non è egoismo, è poter dare agli altri perchè si è a posto noi. Inizia dalle piccole cose, a capire quel poco che ti fa star bene, e coltivalo.Chiedi una mano per alleviarti la fatica della bimba sempre…non so, vorrei darti tanti consigli e un aiuto. Se la scelta che hai fatto è buona, pian piano il sollievo arriverà. Non avere paura, devi farcela per la tua bimba.!

  8. Leggo e piango
    Alle 12 sono ancora a letto senza voglia di iniziare, con dolori lancinanti allo stomaco.
    Da anni sopporto urla, liti violente , porte sbattute , offese e parolacce davanti ai bambini.
    Poi qualche giorno di tregua……e poi riinizia.
    Perché non ce la faccio allora a prendere una decisione?Perché sogno ancora di essere abbracciata da lui? Ne ha combinate talmente tante che se raccontassi tutto prenderebbero me x pazza , che sopporto.
    Mi spaventa il vuoto? O tutto quello che dovrò passare prima ? Avvocati ? Sono piena di debiti!!! E poi? Se me ne pento? L’ ho sposato per amore che è ancora qui nel mio cuore nonostante il suo si sia invece perso……

    • Cara D. comprendo il tuo dolore. La voglia di farsi trascinare dalla corrente. Quella speranza che le cose possano cambiare. Io, ancora adesso, quando una nostra conversazione funziona penso di poter avere una relazione diversa. Invece non succede. Quindi ti capisco. Credo che bisogna toccare il fondo per decidere di lasciar andare. Come sai non sono una psicologa e non ho ricette, ma credo che quando ci attacchiamo cosí ad un’idea che ci fa male, e accettiamo liti, violenze ecc… é solo perché abbiamo bisogno di mettere a posto cose molto vecchie, come ad esempio una madre o un padre che non ci hanno insegnato a volerci bene. É come se fosse l’altro a riconoscerci, anche attraverso il dolore, come se da sole pensassimo di non farcela perché non valiamo niente.
      Dovresti farti aiutare. Anche io l’ho fatto a suo tempo. Da sola non ce l’avrei mai fatta. Non hai soldi, ma ci sono associazioni gratuite in ogni città che possono sostenere. Ti prego di scrivermi ancora. Scrivere aiuta tanto. Se vuoi anche privatamente qui:pennysosdonne.com
      Leggo solo io.
      Nel frattempo ti abbraccio. Non sei sola. Penny

  9. Giusto la notte passata l’ho trascorsa insonne a farmi le stesse domande che tu hai riportato in questo post. Non desiderare più il proprio marito e pensare che sia normale così dopo anni di matrimonio. Giustificare che mancano le attenzioni, i sorrisi, gli sguardi complici. Usare i figli per riempire gli spazi.
    Cos’è tutto questo? se non sfuggire a se stessi e alla realtà. Una realtà che grida chiaramente che è tutto finito.
    Mi guardo intorno, sembra che la mia casa, la mia famiglia sia perfetta, e lo è agli occhi degli altri. Le mie amiche guardano me e mio marito e mi dicono che siamo una coppia invidiabile. Che assurdità. Non c’è nulla da invidiare. Siamo solo bravi attori, io soprattutto. Per mio marito, credo, che vada bene così, finge di non avvertire i miei disagi per evitare di complicarsi la vita. Lui vuole una vita normale.
    Io invece voglio vivere sul serio ed essere baciata con passione.
    Anche se per ora mi sento solo una povera pazza ad avere tutti questi pensieri che affollano la mia mente e che la notte, quando finalmente ho preso sonno, mi fanno svegliare di soprassalto con la sensazione che mi manchi l’aria.
    E questo proprio non è da sottovalutare.

    • Cara Soloparole, arriva un momento della vita in cui dobbiamo ascoltarci. Se non lo facciamo l’aria ci manca e il respiro manca. Possiamo decidere di stare come siamo capaci e non condannarci per questo, oppure provare ad affrontare. Se a tuo marito basta e a te no, diglielo e diglielo ancora fino a quando non ti ascolterà. Nel frattempo cerca di fare delle cose per te, uscire dall’ambito della famiglia, coltivare amicizie e passioni ci aiuta a capire chi siamo. Ti abbraccio tanto. Secondo me farsi delle domande è sempre utile. Sia che si resti o si vada. Penny

  10. Cara Penny, ti ho scoperta da poco ed è stata un’illuminazione…
    Sto leggendo a ritroso tutti i tuoi post, ti commento qui ma potrei farlo ovunque tanto è il mio riconoscermi in quello che scrivi, sentimenti, storia vissuta di donna, separazione, figli, conflitti e lacerazioni.
    Ho una storia in molti punti simile alla tua, e alle tante storie che si intuiscono dai frammenti di ogni commento… tante storie diverse eppure simili…
    Leggendoti ho ritrovato tanto di me e della mia storia recente, la dolorosissima strada che porta ad una separazione, la ricerca di sé…
    Ricordo che parlando con un’amica nei primissimi giorni in cui la separazione si stava conclamando, le espressi tutta la mia ansia, la mia paura per ciò che mi aspettava pensando che il peggio doveva ancora arrivare, lei mi rispose: “guarda che il peggio è già passato, il peggio è la salita, è arrivare alla decisione finale.” Al momento mi risultava difficile crederlo ma ora, dopo cinque anni, so che è così. Una volta presa la decisione è il momento del dolore e delle cose pratiche, bisogna cercare di farsi forza per reggere l’onda d’urto che inevitabilmente ci colpirà, e il dolore peggiore arriverà soprattutto dalle persone più vicine, come dici tu. Ma sapere che è la cosa giusta da fare è quello che mi ha dato la forza per affrontare tutto. Superare? Ancora non lo so, sono tanti i grovigli di sentimenti, di situazioni che si formano da rendere difficile capirlo.
    anche in presenza di un nuovo amore che, grazie al cielo, c’è. E conta moltissimo. Anzi, mi chiedo come avrei fatto a venire fuori senza… E senza la mia terapeuta, il migliore investimento della mia vita.
    Ci sono tanti nuovi problemi, anche tanti nuovi dolori. Ma QUELLO LI’, almeno, no. Non più.
    Il dolore dei litigi davanti ai bambini, degli insulti e delle offese, del mettere in standby la propria vita, del pensare che la vita stessa (e l’amore, e la gioia, e la speranza…) sia per noi finita.
    E’ difficile essere sintetica in un post, c’è tutta la vita dentro… so che capisci cosa intendo.
    Non ti conosco ma ti riconosco.
    Un abbraccio
    Stefania

    • Cara Stefania, leggere la tua storia é come leggere la mia. Forse dovremmo costruire un’ autobiografia collettiva. Eppure ci sono ancora tante donne che sacrificano la loro vita in nome di un’idea. Spero ti leggano e sappiano che se ne puó uscire. Che non dobbiamo immolarci a niente. Che la vita é una. Che abbiamo diritto ad essere felici e hanno diritto ad esserlo i nostri figli. Ci vuole perseverenza a volte e un desiderio verso l’impossibile per renderlo possibile. Ti sono grata per avermi regalato la tua storia. Penny

    • Piangi, fa bene. Siamo tutte nella stessa barca. Ascolta quello che provi e cerca di capire. A volte basta poco. La vita è un sali e scendi. Bisogna saper stare. Penny

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