Ci sono compleanni che scandiscono il tempo che passa. La vita che scorre.

Poi c’é un altro compleanno, solo mio, che ne scandisce un altro. É un tempo in cui la vi­ta cambia in modo radicale. Irreversibile. 

Un tempo in cui ho smesso di esistere solo per me stessa. Iniziato molto prima che tu venissi  al mondo. Dentro a quell’idea di te. Nata all’improvviso come un’urgenza da cui era impossibile sottrarsi.

Un tempo in cui il tuo cuore si è imposto con prepotenza. Il primo pensiero non è stato più per me. E l’ultimo pure.

In cui le preoccupazioni esistono e non si cancellano con un colpo di spugna. Mai.

In cui ogni atto ha un riflesso. Ogni azione delle conseguenze.

Dei chili in più.

Un tempo nuovo in cui ho raddoppiato le lavatrici. Ho iniziato a correre. Ad affannarmi per dare di piú. Esserci. Sempre e comunque. Ad avere un corpo concavo in cui tu figlio possa incastrarti.

In cui bacini e le tenerezze sono diventate ossigeno. Brezza che spazza via tutto. In cui il ritorno a casa è ritorno a casa. E gli occhi si chiudono.

In cui si rivive il primo giorno di tutto.

In cui non c’è stata più scelta se non quella di essere madre.

In cui ho iniziato a chiedermi com’é possibile tanto amore. E che si moltiplichi.

Un tempo da cui non potevo fuggire. Scandito dal tuo respiro.

In cui ho paura fottuta di morire. Di perderti. Lasciarti andare e non vederti tornare.

In cui i miei sogni vengono dopo i tuoi. In cui il letto diventa stretto. Abitato. Il corpo si stringe per farti spazio.

É quello il tempo del cambiamento. Del mai piú. Dei giorni veloci. E stanchi. Del pensiero costante. Del dentro. Delle rinunce. Delle scelte. Della solitudine. Del disordine. Del condividere. Del mai dire mai. Dello sconfessare noi stessi. Dell’albero di Natale. Del topino dei denti. Della calza. Delle favole. Della scuola. Della felicità piena.

Del mio compleanno. Quello vero.

Un tempo senza ritorno. Fatto di distanza e riavvicinamenti continui. In cui sono diventata elastica. Multipla. Plastica.

Un tempo da cui non posso più prescindere. Mai più

Fino alla fine. E oltre. 

In cui io sono tua madre. E tu il figlio che amo.

Oltre la vita e la sua finitudine.

Penny

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