La scuola dovrebbe avere il soffitto di cielo e il pavimento di terra bagnata.

Non avere pareti e nemmeno una cattedra.

I banchi non dovrebbero essere a file. Non ci dovrebbe essere un Ultimo posto e nemmeno un Primo.

E nemmeno chi sta in cima e chi sta in fondo.

Chiunque può entrare e sedersi a un tavolo insieme ad altri bambini.

A scuola qualcuno desidera un castello e qualcun altro una casa. Ognuno dà e riceve a suo modo.

Il materiale dovrebbe appartenere a tutti, penne, matite, temperini. E tutti dovrebbero prendersene cura.

A scuola dovrebbero esistere le storie lette su un tappeto morbido in un angolino. Dove si parla e si può raccontare chi siamo e cosa desideriamo, appena ci vediamo la mattina.

Il sapere circola tra i banchi, ed è magia trasformata. Sogni in divenire e conoscenza possibile.

I numeri si toccano e si vivono, e le parole pure. Sono fatte di carta. Di legno. Di sabbia. Di pensiero.

Si gioca con la lingua e s’inventano storie. Che senza motivazione non si va da nessuna parte. I concetti sono appiccicati e prima o poi si perdono.

Gli articoli li trovo, i verbi pure, gli aggettivi anche, perché li uso, e non perché qualcuno me li detta.

A scuola ci sono bambini difficili e difficili bambini, che non sono la stessa cosa. Ognuno contiene in sé risorse che non sa di possedere.

A scuola si dovrebbe andare in libreria all’inizio dell’anno e si dovrebbero scegliere i libri per studiare. Non si dovrebbero usare condensati né semplificazione.

Si fanno ipotesi, si verifica l’informazione e si studia.

Il libro si costruisce da sé e porta il proprio nome.

Non ci dovrebbero essere voti che rappresentano, ma percorsi che spiegano.

Né maestri che giudicano.

Ma relazioni che contano.

A scuola il sapere non dovrebbe essere dato, ma costruito. Che darlo è semplice, non richiede fatica: io “maestro” ti dico come si fa e tu “alunno” devi farlo.

I tentativi ed errori valgono.

Si dovrebbe pensare a chi sta peggio di noi, a chi a scuola non ci può andare, a quei bambini che non hanno più sogni da spendere.

Non si dovrebbe dimenticare che la solidarietà è un valore e la diversità pure.

Ci sono i bimbi bianchi, neri e quelli di mille colori e non ci si chiede chi porta via a chi, ma come è bello stare insieme.

A scuola c’è posto proprio per tutti. È un diritto. E non si paga.

Un soffitto di cielo e un pavimento di terra bagnata e i bambini sono fatti di nuvola.

Così leggeri da sembrare magici.

Penny

 

 

2 comments on “La scuola.”

  1. Una scuola così è un sogno, ma sai che c’è un progetto che ci si avvicina molto e rende un sogno quasi una realtà? E’ applicato in molte scuole italiane pubbliche (infanzia, primaria e anche qualche secondaria I° grado) e si chiama “Senza Zaino”. Ti lascio il link del sito http://www.senzazaino.it
    Come dici te non esistono file di banchi ma tavoli a cui si lavora insieme, la cattedra è in disparte, c’è un angolo con cuscini dove ci si ritrova a inizio giornata, si può leggere, parlare e dove la maestra introduce le lezioni; il materiale è tenuto in classe e condiviso e curato da tutti, i bambini fin da subito sono coinvolti nella gestione della classe in tutti i suoi aspetti, persino nella decisione delle regole. Anche la didattica è molto innovativa, si usa un approccio laboratoriale e le nozioni non sono impartite dall’alto ma sperimentate e discusse insieme con i bambini dove ognuno può portare il suo contributo, si usano materiali e strumenti di tutti i tipi, si lavora spesso a gruppi e anche individualmente ma sempre nel rispetto dei tempi di ciascuno, e chi finisce prima può aiutare i compagni in difficoltà.
    Uno dei miei bimbi lo sta sperimentando ed io come semplice genitore ne sono entusiasta. Le sue maestre, davvero illuminate, hanno combattuto contro le altre colleghe che erano contrarie e alla fine sono riuscite a spuntare l’approvazione del progetto solo nel loro ciclo. Le altre insegnanti perciò continuano con il metodo tradizionale, e ahimè l’altro mio bimbo quindi non ha potuto sperimentare il metodo del fratello…
    Anche se lentamente questo modello di scuola si sta diffondendo e ogni anno scolastico nuove scuole si aggiungono, spero davvero che possa diventare un giorno la normalità in tutte le scuole.

    • Ciao, la mia scuola è sempre stata così. Ad esempio noi non abbiamo il libro di testo ma andiamo davvero in libreria e loro fanno poi ricercazione. Se possiamo non diamo voti ma diciamo al bambino su cosa deve migliorare. Comuque da quest’anno le tre prime hanno aderito a Scuola Senza Zaino. È metaviglioso. Bacetti. Penny

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