Ebbene sì. Un libro. In primavera con Giunti. Sembra incredibile. Almeno a me.

Voglio partire da una bambina. Che ero io. Paffuta. Piuttosto imbranata. Alta. Troppo. Ero generosa, questo sì. Mia madre rincorreva le mie compagne a cui  regalavo bambole in cambio di niente.

A scuola: un disastro. Facevo una marea di errori. Non ho mai imparato le tabelline. Poca memoria. Il verbo avere, come la mia girl: un’ incognita. Ricordo note nascoste che i miei beccavano immediatamente, la vergogna, le urla di mia madre. Non ero capace a fare nulla. Non leggevo. Non avevo particolare attitudini.

Dicevano di me che sapevo stare con gli altri.

Almeno fino alla seconda superiore è stato un percorso da dimenticare.  Pieno di sconfitte. Se fosse stato per i miei prof delle medie l’avrei chiusa lì. Ma avevo mia madre alle calcagne che mi ha spinto a calci in culo. Che da piccola avrei ucciso, a cui oggi sono grata.

Il libro di cui mi sono innamorata: Isabel Allende. La casa degli spiriti. Anche a leggere pensavo di non essere capace.

Alla patente, la prima volta, mi hanno bocciata, e per la prima volta si sono presentati gli attacchi di panico. Avevo 20 anni.

Poi le cose sono cambiate.

Ho iniziato una psicoterapia. Alla donna che c’era al di là di quel tavolo sarò grata per sempre. Pian pianino ho modificato la mia vita. Sono stata davvero male malissimo. Ho lasciato gli scout. Un amore che durava dall’adolescenza è finito. Sono entrata all’Ortofrenico (un corso parauniversitario a numero chiuso) ho superato un concorso nazionale. Sono entrata in ruolo nella scuola, avevo 23 anni.  Io, che ero quella bambina.

Dieci anni fa avrei voluto un figlio. Un terzo figlio. Il mio ex marito non ne voleva sapere. Ero incazzata. Arrabbiata. Non capivo il perchè.

È lì che ho iniziato a scrivere. Le bimbe erano piccole. Ricordo che lo facevo di notte. Come un’urgenza.

Quando l’ho finito mi sono separata.

La vita mi ha travolto. Sono stata male malissimo. Di nuovo. La scrittura mi ha salvata.

Quel libro è stato nel cassetto durante la tempesta. Poi ho iniziato a rimetterci mano. Mi portavo dietro alcune pagine e stressavo i miei amici, le mie colleghe: si scrive così? Guarda la sintassi. I verbi. Quella parola è giusta?

Loro mi sfottevano. Consigliavano. Ma, spesso, si emozionavano. E io ero incredula. Che le mie parole facessero commuovere. 

Brava, mi dicevano. Continua. Ce la farai.

A fare cosa? Mi chiedevo.

Vorrei che lo sapessero, se non fosse stato per quegli sguardi non sarei mai andata avanti. Perchè sono gli sguardi buoni su di noi quelli che ci spingono. Anche quelli mi hanno salvato.

Insomma, avanti e indietro con quelle pagine, arriva un amore, il mio compagno mi vede chinata ore sul computer. Parto. Mi chiudo. Scrivo. Mi apro.

Perchè lo faccio? Di scrivere ancora.

Mi serve. Mi contiene.

La vita cambia. Il tempo passa. Sapevo che mi mancava qualcosa.

Sono incappata per miracolo in Officina Letteraria. Quando dico che a volte le cose si trovano a un palmo di naso e noi non le vediamo finchè non siamo pronti, è perchè mi è successo e mi succede ancora. Passavo davanti a Officina quasi tutti i giorni e non sapevo che a Genova esistesse un luogo così. Ho mandato il romanzo. E loro mi hanno detto: possiamo lavorarci.

Così ci ho rimesso mano, questa volta, con serietà. Ci ho lavorato tanto. Di nuovo con Laura Bosio e poi con Emilia Marasco.

Le mie maestre. Due scrittrici. Due donne speciali.

Altri sguardi buoni su di me. Sguardi non solo sul romanzo. Ma sulla vita. Anche a loro sarò grata per sempre.

L’anno scorso ho iniziato a pensare di poter mettermi in gioco (ovviamente sceglievo tutto ciò che fosse gratuito) e l’ho inviato a due agenti letterari. Ci sono arrivata molto vicino ma nonostante i complimenti mi hanno silurato.

Cosa voglio? Di cosa stiamo parlando?

Faccio un corso sul romanzo ad Officina, per continuare ad imparare. Sono il luogo dove posso crescere. È quello che mi interessa davvero. Ho iniziato un altro romanzo. L’altro ritorna nel cassetto. Si vedrà. Per ora non sono pronta.

La scrittura per me è un’esigenza. Più che altro. 

Ad un incontro arriva Angela Rastelli (editor Einaudi). Ci parla. Ascolto incantata. In una delle sue lezioni ci racconta del mondo dei blog.

Siamo sotto Natale. Mollo il romanzo nuovo. Non riesco a lavorarci.

Sto male malissimo. Durante le vacanze.

Apro il blog. Cioè, visto che io non sono tecnologica per nulla, lo apre un mio amico, uno del mio circolo di lettura ( il mio gruppo di controllo!).

Cosa mi interessa davvero della scrittura? Gli altri. Le relazioni. Quello che mi interessa della vita. Ora lo so. Forse è il luogo giusto.

Scrivo un post a gennaio: Ai figli. Ci sono cose da dire. Il blog in pocchissimo arriva a 1 milione di visitatori.

Le persone. Voi iniziate a scrivermi. E io mi sento a casa.

Quello che cercavo. La scrittura come mezzo. Come tramite. Come strumento riparatore. È qui. Nell’ultimo posto in cui avrei creduto di trovarla.

Scopro un mondo. Mi arrivano doni. Vicinanza. Imparo tanto da ogni parola donata. Cerco faccette, nomi, vite. Che sono di altri, ma un po’ mie.

Per alcuni mi preoccupo. Vorrei esserci e mi sembra assurdo farlo in questo modo. Ma accade.

A maggio le mie amiche di Family Welcome mi iscrivono a Mammacheblog. Insistono anche un po’. Devi venire, dicono.

Vado.

Mi sento abbastanza un pesce fuor d’acqua, non conosco niente di questo mondo. Si parla di articoli, marketing, storie di riscatto, donne.

Nella presentazione viene citato il mio articolo e vedo il disegno della mia girl. Mi commuovo. Per lei che non sa di essere brava.

A Mammacheblog Jolanda Restano e Paolo Prestinari (gli organizzatori dell’evento) sono gentili e molto disponibili. Rompo le balle. C’è Enrica Tesio sabato mattina. La voglio incontrare assolutamente.

Così le parlano. Io convinco le Family Welcome a svegliarsi presto. Sono in ansia. Loro mi vogliono bene, mi sopportano. 

Il sabato mattina Paolo mi chiama e mi porta da Enrica Tesio.

Enrica parla di sè. Mi chiama Penny. Così la mattinata la passo con lei . Mi racconta la sua storia. Ascolta la mia. Enrica è di una generosità pazzesca. Io rimango incantata. Le racconto del libro. Mi dice che parlerà con Giulia Ichino (editor Bompiani/ Giunti).

E lo fa.

Sento Giulia nei giorni successivi. Mandami tutto quello che hai, mi dice. E io le mando tutto.

Sono in gita scolastica ad Aosta quando mi risponde. Piango.

Per le parole buone che sa dirmi, la naturalezza con cui lo fa. Per quella bambina che non sapeva fare niente. Per le mie ragazze. Per i fallimenti con cui da sempre vado a nozze. Per mio padre che nel frattempo è volato altrove. Per tutte queste persone che sono capitate nella mia vita e hanno messo un tassello, una parola, occhi buoni, atti. Hanno salvato quella bambina. E a me sembra tantissimo.

Ecco. In primavera uscirà il romanzo. La storia riguarda molte di noi. È la storia di un matrimonio.

Ciò che mi preme dirvi è che sono felice. Felice, soprattutto per un motivo: vorrei tanto incontrarvi. Volevo dirvi che che la scrittura per me ha senso se è seme di relazione. E apre. E che potevo pubblicare oppure no. Io sono sempre quella bambina. La donna di oggi.

Questo l’ho imparato anche grazie a voi. A quello che mi scrivete e mi donate con il vostro esserci.

La mia vita come un romanzo, potrei dire. Invece è molto di più. La mia vita è fatta di tutte le persone che ho incontrato e delle relazioni che ho costruito. 

Questo alla fine è ciò che conta.

E poi, le cose succedono.

Grazie davvero. A tutti.

Penny

42 comments on “La mia vita è un romanzo pieno di fallimenti. Giunti. In primavera.”

    • Sicuramente è un libro rivolto ad un pubblico femminile, ma i miei amici che l’hanno letto dicono che si capiscono un po’ di più le donne. Comunque io vorrei incontrarti un giorno, anche se non lo leggerai. Stringerti la mano o abbracciarti. Ecco. Penny

  1. Oh, Penny! Congratulazioni! Mi sono emozionata solo a leggere questo post, una dolce introduzione a quello che non vedo l’ora di sfogliare con le mie dita! Che bella notizia, sono felice davvero per te, per la vita che ti si apre generosa :*

    • Grazie tesoro, la vita credo sia stata già molto generosa con me. Però questa cosa mi rende felice, penso sia un mezzo per incontrarci e dirci delle cose e crescere. Ti abbraccio tanto tantissimo. Penny

    • Ecco. Questo è il bello di tutta la faccenda. Incontrarsi. Io non sto nella pelle. Davvero. E poi ci prendiamo un caffè se vuoi. Bacini tanti. Penny

    • Grazie, grazie, grazie. Credo sia stato uno dei post più difficili. Ritornare indietro e pensare a quello che siamo stati. Ti abbraccio. Penny

  2. Verso lacrime di gioia e commozione per te cara Penny! Bravissima! Chi usa I’ll cuore prima o poi viene sempre ricompensato! Un fortissima abbraccio cara! Va beh, alle presentazioni non credo riuscirò ad esserci (anche see mai dire mai!) ma to assicuro che il libro in qualche modo mi arriverà anche qui oltre oceano. Un bacio! 😊. PS: e il titolo? (Se si può anticipare.. )

    • So che ci sei in ogni caso. Questo mi basta. Il titolo mi dicono di non dirlo ancora, non so perché, non ci capisco un tubo. Mi sento mezza miracolata…vedessi quando sono andata a Milano e mi hanno portato al ristorante…poi scrivo un post, a pensarci ora c’è da morire dal ridere. Avevo paura che mi facessero pagare così ho preso un piatto di pasta guardando il prezzo sul menù…sono una cretina! Però ti abbraccio e ti sono grata per esserci. Ma lo sai. Penny

  3. Cara Penny, ti ho sempre seguito e apprezzato per quello che scrivi.. metto in discussione me stesso ogni giorno. Mi ha fatto molto piacere avere questa notizia confermata… lavorando in Giunti.

    • Grazie mille. Anche io mi metto spesso in discussione, ma penso che alla fine sia l’unica strada per poter stare bene. Almeno provarci. A me quelli della Giunti sono sembrati meravigliosi…Milano o Firenze? Un abbraccio Penny

  4. Lo sapevo che arrivavi…..perché tu ,penny cara ,arrivi fin dentro all anima delle persone e ci rimani con tutte quelle paroline che usi , mai a caso, mai NON provate sulla tua pelle. Sempre tue ma che , come per incanto, lasciano sempre riflettere e ancora e ancora e ancora. Non ho mai perso un tuo PENSIERO da quando hai aperto il tuo blog. Fai parte della mia vita da quel dicembre. E starò lì, un po al tuo fianco, per sempre. Perché sei una potenza. E io ….voglio esserci alla presentazione del tuo libro, si. Ma ti voglio anche abbracciare. Forte forte poi. Congratulazioniiiiiiii Siii fiera di te!!! E tanto poi.💕

    • Cara Federica mi sono commossa perchè io senza alcune persone che qui tornano per raccontarsi, mettersi in gioco, domandarsi, io, avrei mollato. Quando dico che non siamo niente senza gli altri intendo questo.
      La mia scrittura ha una grande forza: il ritorno. Quello che mi arriva indietro. Come un dono meraviglioso. Io non dimentico amica mia. Grazie di esserci.
      Ti mando tanti bacini. E ti tengo stretta a me. Penny

    • Grazie. Un po’ anch’io mi libero sai? Un po’ scrivere mi aiuta e leggere i vostri commenti pure. Mi fa sentire tanto. Tanto. Normale. Grazie Penny

  5. Ricordo i giorni a scuola di quando desideravi tanto il terzo figlio… Ricordi i fogli che facevi leggere con i primi scritti… La tua carica esplosiva….che caricava e spronava allo scrivere anche i bimbi di allora…ho trovato poco tempo fa giusto delle poesie scritte dalla classe di allora….non hai mai mollato e ci ha sempre creduto e messo passione…il motore di tutto…un forte abbraccio marti

  6. Penny cara, ce l’hai fatta! Evviva! Le tue parole toccano il cuore e mi è diventato indispensabile leggerti, un raggio di sole in giorni , a volte, tristi e bui. Ti abbraccio ❤

  7. …io l’ho sentito fin dal quel post Ai figli… (il primo che ho letto di te) che saresti arrivata nelle librerie.
    Lo sapevo, anche senza sapere che la tua strada era passata per Officina letteraria.
    E sono così felice per te, per quella bambina che è ancora lì dentro nascosta e incredula mentre guarda nello specchio questa “te” grande. Grande.

    Un abbraccio pieno di affetto sincero, Penny <3

    • Quella bambina…che crescere costa fatica ma è necessario. Penso che il libro sia una possibilità. Quella di incontrare le persone e dirsi delle cose…lo spero.
      Grazie amica mia. Ti abbraccio tanto. Penny

  8. Grande Penny!
    Il tuo talento era evidente dal primo post. Anzi, non è talento, è amore mescolato delicatamente a passione. E si capisce.
    Falle fare i salti di gioia a quella bambina!
    Ciao,
    Gisella

  9. Congratulazioni, un bellissimo traguardo. Io voglio esserci perché tu, anche se non lo sai, sei diventata un rifugio sotto il quale ripararmi durante la tempesta che non passa. Che donna stupenda…complimenti di cuore. Grazie per ciò che sei.

    • Io voglio stare qui, anche se mai lo avrei immaginato. Una porta aperta per me verso gli altri, quelli come te. Incontri e possibilità di crescere. Grazie mille Penny

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