Tutte le volte che mi sono innamorata pensavo di aver trovato l’uomo giusto. O lo speravo. Non ho avuto tantissimi fidanzati, diciamo che in una relazione tendevo a piantare le tende. Con questa fissa dell’uomo “giusto” mi sono scavata la fossa.

Ora mi infastidisco di fronte a frasi di amiche, madri, padri, suocere, del tipo : “Non era l’uomo per te…prima o poi arriverà l’uomo della tua vita…” Come se l’amore fosse una questione di culo e se giriamo l’angolo sbagliato siamo fottute.

Non posso sentire che ci sia necessariamente bisogno di un uomo per essere felici, né di un figlio, in realtà, ma lo dico a bassa voce, perché solo a pensarlo c’è da sentirsi in colpa.

Credo nell’amore. La vita è lunga e potenzialmente possiamo innamorarci di molte persone. Possiamo prendere una strada o fermarci a un incrocio, svoltare a destra o a sinistra e incontrare persone diverse, essere nello stato d’animo giusto, oppure no.

L’errore è quello di pensare di poter fermare qualcosa e lo carichiamo di aspettative. A volte quelle aspettative sono tutte in un uomo o in una donna.
Ora che ti ho trovato non ti mollo più”. E ci sediamo, il più delle volte.

Non credo molto nel destino, ma nell’immaginare scenari possibili, nella predisposizione d’animo, nella risposta della vita al nostro reale bisogno.

Se fossimo dove abbiamo bisogno di essere? Ci avete mai pensato?

Se lo scopo è essere felici dovremmo perseguire la felicità e se una storia può finire, la felicità no. Quella è una fonte inesauribile, basta saper attingere e non chiudere i serbatoi come se ci venisse data una sola possibilità, perché non è così. E perseverare.

Al giorno d’oggi, essere single, spesso, è una scelta. Molte persone non si accontentano più di storie tiepide o insipide, desiderano di più per se stesse e questo è un grande passo in avanti.

Meglio la solitudine che attaccarsi ad un amore perché non sappiamo più desiderare e non abbiamo passioni o interessi, che sono il nettare della nostra felicità.

Allo stesso modo, spesso, la sofferenza per la fine di un amore, non è dovuta alla mancanza dell’altro, ma al fatto che l’abbandono rompe delle abitudini a cui eravamo assuefatti.

L’abitudine è come il cemento, e a mancarci è l’identità di coppia, e il riconoscimento sociale che ne consegue. Così, abbiamo bisogno di tempo, tempo per capire chi siamo e cosa vogliamo e proporci agli altri come immagine nuova.

Credo che la vita ci dia ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento. Credo che innamorarsi sia meraviglioso, ma anche desiderare, sviluppare un interesse, avere degli amici, un lavoro che ci soddisfi, lo siano.

Credo che niente possa essere comandato, programmato o stabilito a priori, così come le strade che percorriamo e gli altri che incontriamo. Di una cosa sono certa, l’uomo o la donna giusta esistono solo in un immaginario ideale, esistono infinite possibilità d’amore, sta a noi coglierle, come e quando.

E avere fiducia nella vita e nel suo svelarsi. Intanto, spesso, quella fa di testa sua!

Penny

4 comments on “L’amore non è una questione di culo.”

  1. Per una volta non sono d’accordo Penny, forse non vale per tutti, forse non vale per me. Ci sono anime che si possono incrociare solo una specifica anima.
    Un abbraccio

    • Non lo so. Ora la pensi così perché hai perso quello che consideri il tuo grande amore, ma se fosse davvero come dici tu, al mondo ci sarebbero persone più fortunate di altre. Voglio sperare in un finale aperto, diverso. Cosa succede se l’amore finisce? Se l’altra anima ti lascia? Cosa ne è del tempo che rimane?
      Non che io abbia le risposte, pongo domande di continuo a me stessa. Riflessioni. Ti abbraccio anch’io e mi chiedo, ma oltre lei, oltre i tuoi figli di cui ti prendi cura, oltre il lavoro…tu? Penny

Rispondi