Forse non avete capito che noi donne vogliamo poter scegliere. Come un uomo. Che se non vuole diventare padre, non lo diventa.
Vogliamo avere le stesse opportunità. Quella di non essere Madonne. Di non partorire, ad esempio. E non portare un bimbo nel grembo se la vita sta andando da un’altra parte.

Chiamateci pure streghe. Conosciamo il nostro valore.

Vogliamo prendere una decisione e non per questo essere considerate cattive. E lo vogliamo per le nostre figlie. Il futuro che verrà. Che nessuno imponga loro, se e cosa diventare. Che nessuno le faccia sentire in colpa per le scelte che faranno.

Vogliamo poter dire no, su qualsiasi cosa riguardi il nostro corpo. Ad esempio non allattare. Del sesso, ad esempio. Un matrimonio, ad esempio. Una storia, ad esempio. E non per questo essere giudicate mancanti, violate o addirittura uccisa.

Vogliamo poter decidere come un uomo. Avere la sua stessa libertà. Che la maternità così come la paternità, per alcuni, nella vita non è tutto.

Alcuni sono genitori e la cosa funziona, altri lo sono per se stessi, come una forma di egoismo. Alcuni fanno i figli e poi li ammazzano. Altri ancora scelgono di non diventarlo mai. E, per quest’ultimi, non è una questione di essere pronti o no, di quello che viene chiamato orologio biologico o no, di non essere abbastanza generosi da generare la vita.

Sì tratta di scelte.
Di un uso “conscio” della propria esistenza.
Di incroci, a volte.

Poi “Ci sono donne che se non sono madri o mogli, non sono niente”, dice la protagonista del mio romanzo. E io la penso come lei.

Noi per le nostre figlie vogliamo di più, non ci frega nulla che siano in odore di santità.  Vogliamo delle possibilità per loro. La prima fra tutte: quella della scelta.

Ci sono donne, che provano a dare una direzione alla propria esistenza anche se non sono madri, anche se non sono mogli. E, a volte, sono più madri di altre. Anche se non hanno partorito.

Che non può bastare sputare fuori un figlio per essere “sante”. Che ci sono persone buone e altre che non lo sono e non dipende dall’anello che portano al dito, dal numero dei figli che fanno, perché sembra che alcuni la pensino ancora così.

Qualsiasi donna deve avere possibilità di scelta. Decidere della propria esistenza. Sembra assurdo doverlo ribadire. Ancora e ancora.

Ribadire che vogliamo scegliere tutto ciò che ci riguarda. MA PROPRIO TUTTO.

Forse non l’avete capito: non potete confondere i piani. Occupatevi veramente di femminicidio. Degli uomini che uccidono, di quei giornalisti che usano le parole per giustificare. Del male che viene fatto ogni giorno alle donne. Che non sono proprietà di nessuno. Nemmeno della morale.

Non ci caschiamo. E che sia chiaro: Non si torna indietro.

Penny

Sosdonne.com

#ilmatrimoniodimiasorella.

 

8 comments on “Non si torna indietro. Non basta “sputare” fuori un figlio per essere sante.”

  1. “Che non sono proprietà di nessuno. Nemmeno della morale”. WOW!!! Da stampare in formato manifesto e appendere ovunque! Ovunque! In nome dei “valori” e della “morale” noi donne siamo costantemente giudicate o ci auto-giudichiamo e censuriamo…

    • Già, ci auto-giudichiamo e censuriamo…molto dipende da noi, ma non tutto. Per la morale poi…avrei molto da dire. Io so che desidero essere una buona persona, consapevole delle mie scelte e soprattutto libera. Ti abbraccio Giuli. Penny

    • Che bello che ci sei. Io ti cerco nelle foto di là e mi faccio domande. E ti penso felice. Un abbraccio Penny

  2. Guai a tornare indietro! La presa di consapevolezza delle donne , oggi, sta mettendo in crisi gli uomini, la società , e tutta questa violenza nei loro confronti ne è la prova. Così come ogni rivoluzione ha comportato crisi e battaglie e vittime. Solo che questa rivoluzione non imbraccia armi, non vuole uccidere o imprigionare o sottomettere. Questa rivoluzione si combatte a suon di scelte e chiede solo rispetto. E’ mai possibile dover morire perchè si sta chiedendo rispetto? Io son certa che presto le cose cambieranno, nel frattempo contiamo le vittime e rendiamo loro onore. Non sono vittime della follia, sono vittime di una cattiva società che impartisce una cattiva educazione. Agli uomini insegna a possedere e pretendere, e le donne che tengono la parte a questi ‘uomini’ sono anche peggio di loro, perchè non si rendono conto di essere doppiamente vittime. Educhiamo i figli a diventare veri uomini. E andiamo avanti.

    • Educare. Andare alla fonte. Sai cosa leggo, spesso, nella lettura per bambini? Storie già scritte. Donne che saranno madri e spose, al massimo maestre e principesse e uomini che affrontano avventure e saranno principi…da lì, dovremmo iniziare da lì. Penny

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