Ditemi che vi impegnate. Come donne intendo. Che non vi occupate solo della famiglia. Che è un penoso alibi, a volte.

Ditemi che vi guardate intorno e cercate di partecipare a ciò che succede.

Ditemi che non ci state a un ruolo di secondo piano. Che pretendete il vostro posto, qualunque esso sia. Ditemi che dedicate tempo ed energia ad altro che non siano i figli, il marito, la casa. Ditemi che non vi sentite in colpa.

Ditemi che ogni spazio recuperato per voi non è rubato ma scelto. Ditemi che il vostro lavoro è importante quanto quello del vostro uomo.

Ditemi che non crederete a chi vi dice che vi occupate poco dei vostri figli. Ditemi che difendete le vostre idee con forza. Anche quando sono scomode. Che non vi basta una borsa Gucci per sentirvi accettate. Che pretendete di più per voi stesse.

Ditemi che leggete, anche poco, ma che lo fate, per non farvi fregare con le cazzate. Perché noi dobbiamo essere più pronte, più studiose, più attente per ottenere gli stessi risultati degli uomini.

Ditemi che non vi sentite donne solo con un vestito carino addosso, ma quando vi occupate del mondo e partecipate alle cose che vi capitano. Quando difendete la vostra libertà. Le parole. I pensieri. Ditemi che non aspettate il matrimonio per realizzare voi stesse.

Ditemi che non vi basta una vita tra le mura domestiche. Che volete dire la vostra. Poter lasciare senza se e ma. Poter scegliere senza se e ma.

Ditemi che siete in movimento e lo siete insieme per cambiare le cose.

Ditemi che siete donne a tutto tondo e che non vi fate fregare da chi vi relega al ruolo di moglie e di madre.
Ditemi che c’è speranza. In un mondo equo in cui ognuna di noi trovi il suo posto.

Ditemi che credete in noi.
Io ci credo.

Penny
#ilmatrimoniodimiasorella

Sosdonn

e.com.

8 comments on “Ditemi che chiedete a voi stesse di più.”

  1. Bellissimo questo post
    Quanto lo sento mio
    Vorrei poterlo dire, Penny, perchè ci provo.
    Ma non sempre mi riesce.

    Al mio compagno, oramai ex, ho detto tutt’altro l’altra sera: avrei accettato di essere la “regina” della casa pur lamentandomi ma alla fine accettando, pur di essermi sentita dire una volta da lui che sono una donna che valgo invece di sentirmi dire che non faccio nè meno nè più di ciò che fanno le altre donne.

    Non lo ha detto con cattiveria, non lo ha detto con risentimento…effettivamente, mi sono chiesta, che faccio di speciale??? che rappresento io di speciale in questa casa?

    Mi sarebbe bastato questo semplice riconoscimento anche solo a parole ed io mi sarei accontentata

    Sì Penny, faccio tutto questo che tu scrivi nella tua bellissima lettera ma non basta. Anzi, non è un valore aggiunto: è una disdetta, è una sciagura.

    E poi succede che le situazioni si esasperano e chi è più debole psicologicamente, più fragile compie azioni matte e così dalla ragione si passa dalla parte del torto.

    Spero che il tempo aiuti a recuperare un pò di lucidità di serenità di obiettività,

    Per me e per i mie figli.

    • Tu vali perché sei tu! Sei unica e insostituibile e meriti di essere amata e soprattutto stimata dal tuo uomo. E lui allora? Cosa fa? Cosa lo rende (o rendeva) speciale ai tuoi occhi? Azioni? Sono pronta a scommettere di no.

      • Ognuno di noi vale e può essere amata, non è una questione di merito. Credo. Siamo noi che accettiamo situazioni insostenibili…chissà perché ci facciamo male. Bacetti. Penny

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