Di fronte ai muri. Autoimposti. Subiti. Creati. Io metto un punto. Poi, vado a capo e ricomincio.

In fondo la vita è un affare serio e ci si mette davvero poco a perdersi. A me capita ogni giorno. O quasi.

Mi perdo quando mi sento ferita dagli amici, non compresa da qualche collega. Quando il mal di testa mi tormenta, quando quell’abito che mi piaceva tanto mi sta da schifo. Quando vengo svilita per le mie idee femministe.

Mi perdo quando le mie figlie si perdono, allora lì devo mettere un punto fermissimo.
Quando vorrei spiegare agli altri quello che provo ma non ci riesco per niente. Quando mi danno per scontata.

Quando in una conversazione l’altro ne sa sempre più di me. Quando metto un sacco di virgole e permetto disgressioni. Quando metto i due punti e penso: non ce la farò mai.

Mi perdo se un’altra madre mi fa sentire una madre incapace. Quando devo rinunciare a qualcosa di importante, perché si fa così.
Quando l’altro, per rimpolpare il proprio ego, mi svilisce e io non ho più voglia di stare a quel gioco.

Mi perdo quando solo per il fatto che condivido, esprimo opinioni, mi espongo, possono fare di me ciò che vogliono. Punto fermissimo anche qui.
Mi rendo conto che ci sono persone più facili, più semplici di me. Non esporsi vuol dire non essere attaccabile. Nessun rischio di non piacere. Punto.

Mi perdo tanto. Mi perdo spesso.
La vita appunto è una cosa seria. È il tono con cui la si scrive a darle valore. Io lo sto ancora cercando. Non credo mi fermerò.

Una cosa è certa, però, il tempo che ho davanti potrebbe essere tanto oppure finire domani.

Nel passato avrei continuato a mettere una serie di virgole, a cercare il tono che faceva piacere all’altro. Adesso, se qualcuno mi fa male vado a capo. Metto un punto fermo. E ricomincio.

E non importa quante volte dovrò ricominciare ancora. Non importa. C’è un punto di non ritorno. È quello in cui la misura del tuo valore la dai tu, non gli altri. Non sempre, per lo meno.

Ed è possibile perdere degli affetti.

È possibile continuare a non essere compresa, ma c’è qualcosa di più importante che non si può perdere ed è il tono dell’anima.
Un tono intimo. Sincero. Nostro.
L’unico che può riempire di senso l’esistenza.
Penny

A chi mi ha scritto. A chi mi segue con affetto. A quella donna ferita da bambina. Io non dimentico.

4 comments on “Vai a capo e ricomincia.”

  1. Meravigliose le tue parole. Toccanti (forse troppo….) Leggerti a volte è un po come guardarsi allo specchio. Lo so che siamo in tante. E ci sentiamo tutte un po cosi. Ma tu lo hai scritto cosi bene ♥

    • Cara Nicoletta, grazie. Provo a scrivere quello che sento e sapere di non essere sola e matta è bello. Bacino. Penny

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