“Mamma hai usato la mia cintura?” mi ha urlato la girl grande.

“No”, le ho risposto mentre la recuperava in camera mia. Cioè in salotto, che non sapevo come ci fosse finita lì.

“E invece sì, era di là!” mi ha urlato di nuovo sbattendomela quasi in faccia.

“Ti dico che non la ho usata!” ho ribadito pensando a quella che avevo indosso ( di plastica nera al prezzo speciale di 3,50) spezzata quasi a metà che nascondo sotto la maglietta.🤦🏻‍♀️.

Ma siccome perdo la memoria ho cercato di fare mente locale… no, non l’avevo presa.
Certa, certissima.

Lei insisteva, ultimamente, si è fissata con questa idea di beccarmi in castagna. Continuava, goduta, a dirmi: “L’hai presa senza dirmelo” e me la sventolava davanti agli occhi che per poco non mi prendeva.

Nel tentativo di scansarla l’ho guardata bene.

“A parte che questa cintura è mia” le ho detto bloccandola con la mano prima che mi facesse fuori.

La girl si è messa a ridere e mi ha risposto: “Se proprio vuoi, domani te la presto!”.

I figli non solo ti prendono i vestiti. Li usano. Li consumano. Li stropicciano. Li lasciano in giro. Li perdono. Li rompono.

E non solo. Appunto.

Il loro obiettivo è farti credere di essere pazza. E tu ci credi, ogni tanto, perdi la ragione dietro alle loro cazzate, fobie, preoccupazioni, voglie, ossessioni. Ci caschi.

E non mi dite che non è così. Che ogni mattina non vi svegliate con lo stesso pensiero: come farò a sopravvivere ai mie adorati figlioli? Cosa succederà che non è ancora successo? Quale voto prenderà da farmi sprofondare di nuovo nell’inferno? Cosa mi fregherà? Cosa non troverò? Cosa troverò? Quali parolacce inventerà? Quali chiavi avrà dimenticato? Cosa non le piacerà, oggi, di sè, di me, di noi?

Ogni mattina è un’ incognita.

Una cintura può essere il problema esistenziale del giorno. Il muro tra di noi. I silenzi. Le liti.

Una cintura, un calzino, un brutto voto, in un giorno qualunque, può fare la differenza nella giornata di una madre.

No. Non è vero.

È quel sorriso che fa la differenza. Il sorriso di suo figlio quando la guarda.
Quello che mette a posto le cose anche quando sembra impossibile farlo.
E rende ogni giorno, ogni fatica, ogni dolore, ogni cintura persa, superabile.

Finché, ogni tanto, spunta quel sorriso, finché le distanze si accorciano, i corpi e le parole di fanno vicine, niente è perduto.

Penny

PS: state vicini ai vostri figli anche quando è difficile, che non vuol dire giustificare, vuol dire esserci, comunque. Anche quando non ci piacciono. Non li capiamo. Non ci vogliono. Non ci capiscono. ❤️

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