Non riaprirà la scuola. Lo abbiamo capito. Qualcosa ripartirà, qualcuno per fortuna tornerà a lavorare, la fase due è pronta.

La didattica, invece, rimarrà a distanza.

La stessa didattica che sta creando differenze sociali profonde, non dimentichiamolo. Bambini e ragazzi persi, che non sono numeri.

Altro che ascensore sociale, questo è un pozzo.

La stessa didattica che lascia sole le famiglie con bambini e ragazzi disabili che avrebbero bisogno di vicinanza. Chi si sta occupando di loro?

La stessa didattica a distanza che ha necessità di una sorveglianza genitoriale per esistere, almeno per quanto riguarda la scuola primaria e secondaria di primo grado, ma non solo.


La scuola non riaprirà perché il governo sa chiaramente su chi contare.

Le donne. Le madri. Le zie. Le nonne, quando sarà possibile.


Le donne sono le più sacrificabili, staranno a casa, premeranno pulsanti, cucineranno, faranno svolgere i compiti.

Il rischio? Tornare indietro di millenni. Perché questo è un risparmio.


Non è cambiato niente, il governo lo sa.

Le donne sono la forza lavoro più flessibile, più ricattabile, meno pagata, sotto-inquadrata e più facilmente licenziabile.

Il lavoro di cura, quello domestico, l’appoggio affettivo, relazionale delle donne è gratuito e ha un risparmio notevole per lo Stato.

Un risparmio di 395 miliardi.

Non parliamo poi del gender gap, dei licenziamenti a causa dei figli, di quelle baby sitter che costano troppo o degli asili nido che non ci sono.

Occupazioni che ricadono sulle spalle delle donne. 


Non c’è molto altro da dire se non che nulla è cambiato, il carico della scuola si aggiungerà al resto.

La scuola non riaprirà cara ministra, intanto ci sono le donne a lavorare gratuitamente.

Le donne vi faranno risparmiare, come sempre. Come prima.

Almeno non fate finta che la didattica a distanza funzioni. Perché non è così.

Cara ministra, si fermi a guardare un bambino dietro allo schermo per due minuti e capirà da come si agita che qualcosa non va.

E si ricordi, dietro a uno schermo, da una parte c’è un insegnante (a volte, solo un’assegnazione di lezioni e compiti, perché nessuno ci ha istruito), dall’altra c’è sempre una madre che accende il computer, stampa schede, vigila ed è costretta a stare a casa.

Una madre che rischia di perdere il proprio lavoro, la propria autonomia economica ed emotiva, e racconta alle sue figlie che non c’è speranza per il loro futuro di donne.

Cara ministra, è un insulto non trovare soluzioni se non quelle di sfruttare il lavoro gratuito delle donne. Questo vuol dire tornare indietro.

Non dite che la didattica a distanza funziona, senza le madri è un castello di sabbia.

Penny

50 comments on “La scuola non riaprirà cara ministra, intanto ci sono le donne, le madri ad occuparsi dei bambini gratis. Nulla di nuovo.”

  1. Buonasera, forse sarà la mia scarsa visione, ma credo che oggi internet stia dando voce a tutti. Un virus che ha ucciso 20.000 persone in Italia, ha distrutto un sistema economico già fragile, devastato imprese, professionisti, fare questo vittimismo da 4 soldi mi pare veramente anacronistico. Cosa dovrebbe fare la ministra secondo lei. Non capisco come questa polemica da bar possa essere utile.

    • Mentre chiacchiero amabilmente in un bar che non c’è (non capisco perché non sia possibile un confronto senza offendere) le rispondo così. In Germania le scuole riapriranno dal 3 maggio, gli esami di maturità potranno iniziare prima. E alcuni Laender useranno questa possibilità: è il caso del Nordreno-Vestfalia e di Berlino. Nel Land dell’ovest i maturandi potranno tornare fra i banchi di scuola già lunedì, per prepararsi agli esami. Mentre nella capitale lo stesso giorno si terranno le prime prove di maturità. Gli scolari delle superiori (a partire dalla decima classe) potranno riprendere le lezioni dal 27 aprile, mentre le seste classi delle elementari rientreranno dal 4 maggio. Le scuole dovranno rispettare alcune regole igienico-sanitarie: gli istituti dovranno essere ben puliti, i banchi dovranno essere disposti a 1,5 metri di distanza nelle aule e si dovranno poter lavare spesso le mani. Il sapone dovrà essere disponibile per tutti. I maturandi sono quasi adulti, ad esempio. Sa qual è il problema? Da noi è persino difficile recuperare il sapone.

      • Io non la ho offesa e se può mi dica dove sia l’offesa. Innanzitutto riporta notizie mendaci, 395 miliardi è una cifra inventata in quanto l’intero bilancio dello stato è di 700 miliardi.
        Paragonare la situazione tedesca a quella Italia credo che altresì sia un comportamento mendace in quanto la Germania ha circa 4000 morti e un tasso di infezione sotto r0. Noi siamo ancora a 4. Anziché fare la vittima si insigni in merito ad un sistema sanitario che non sta più in piedi, si preoccupi per un sistema economico che forse non ripartirà, si faccia problemi in merito alla qualità mediocre della formazione scolastica. Se è costretta a vigilare sui suoi figli si domandi se li ha educati a svolgere il proprio compito responsabilmente.

      • Polemica da bar se permette la trovo un’offesa. Avrei preferito un confronto utile. I dati sono presi da un articolo del Messaggero del 6 marzo, lo può trovare facilmente. Sono un’insegnante e la qualità mediocre, ha ragione, è frutto degli scarsi investimenti e dei tagli degli ultimi decenni. E se permette trovo offensiva anche l’ultima frase, perché, alla fine, si ricade lì, n giochetto della colpa verso le madri incapaci di educare i propri figli. Le mie figlie fanno una la maturità classica e l’altra il liceo artistico. Loro se la cavano alla grande, io l’articolo l’ho scritto come insegnante, vedo le madri dei alunni e soprattutto vedo i miei alunni.

      • Grazie, sottoscrivo ogni parola. Ha centrato il problema. Sono una mamma di 3 bimbi e lavoratrice autonoma. In questi giorni mi trovo ad un bivio, devo scegliere se dedicarmi definitivamente alla DAD o continuare il mio lavoro, trascurando l’educazione della mia bimba che frequenta le elementari. Entrambe le scelte portano conseguenze terribili.

      • Non so cosa dire, ti comprendo. Se fossi costretta a scegliere non avrei dubbi, salverei il lavoro. La tua bimba per qualche mese resisterà, ma se non avesse una madre autonoma perderebbe molto di più. Te lo dice una maestra. Un abbraccio grande. Dammi notizie. Penny

    • In Austria prevedono di ricominciare le lezioni il 15 maggio ma nel frattempo le scuole sono rimaste aperte per assicurare la sorveglianza dei figli dei genitori che non possono smettere di lavorare. E’ proprio una differenza radicale di approccio che tiene conto del lavoro femminile !
      Dispiace vedere la cosa come “vittimismo”, semplicemente gli uomini non riescono a vedere il problema perché non lo vivono e quindi non lo considerano importante. Ma le donne oggi sanno che rinunciare al lavoro adesso significa perdere anni di contributi per la pensione, e se provano a parlare vengono invitate ad andare in Arabia Saudita.
      Allora sai che c’è? al prossimo uomo che mi parla della perdita del lavoro lo invito anche io ad andare in Arabia Saudita,dove ci sono gli schiavi veri.

      • Grazie. Ha ragione, dispiace vedere che nemmeno si percepisca il problema. Non succedeva prima non succede adesso. Penny

    • Ma i padri non sono contemplati??
      I nonni?
      Hai scelto tu di diventare madre. Se non sai dove piazzare questi poveri bimbi è colpa tua.

      • Sinceramente non ho compreso. I padri sono contemplati ma il lavoro di cura non è il loro, non sono io a dirlo ma i dati. I nonni, forse hanno bisogno visto il covid di essere protetti e di starsene a casa loro. Io non ho figli piccoli. Sono un’ insegnante. Di cosa sta parlando mi scusi?

  2. Verissimo ma i nostri figli devono tornare a scuola state commettendo un reato ledendo intere generazioni togliendo diritti ora basta

    • Il mio lavoro si è completamente bloccato perché si sono bloccati gli eventi :battesimi, comunioni, matrimoni. Per scelta lavoro da casa perché del secondo figlio praticamente ho pochissimi ricordi di lui da piccolo così 6 anni fa ho deciso di cambiare tutto e di passare più tempo con loro. Poi è nato il terzo e me lo sto crescendo io, non guadagno tantissimo ma me li faccio bastare, però adesso sono felice. Per quanto riguarda la scuola i figli più grandi frequentano la seconda e prima media a parte i primi giorni di difficoltà organizzativa adesso con le lezioni a distanza vanno benissimo, sono sempre presenti anche quando iniziano alle 8. Della classe della prima figlia solo una ragazzina non si collegava mai ma faceva tranquillamente video chiamate con mia figlia , quindi forse mancava un po’ di voglia ora dopo che la prof di italiano ha contattato la famiglia partecipa sempre anche lei. Fanno lezione regolare spiegazioni , interrogazioni anche compiti in classe . Mia figlia si impegnava tanto prima e ora ancora di più e fa tutto da sola. Il maschietto fa la prima media e un piccolo aiutino gli serviva prima e adesso continuo a seguirlo allo stesso modo. Una cosa mi è chiara i professori che prima davano tanto ora hanno dimostrato ancora di più il loro valore , quelli che prima del corona virus non erano un gran che hanno affrontato la cosa in modo pessimo per fortuna di questa categoria i miei figli ne hanno solo un paio. Siamo fortunati! Se iniziava la scuola come in Germania io credo che a scuola non li avrei mandati. La mia amica che vive lì è veramente preoccupata per questa cosa anche lei non vuole mandare la figlia a scuola

      • Cara Francesca, mi rincuora sapere che in alcune parti d’Italia le cose funzionino. Hai ragione tu, dove funzionavano prima probabilmente funzionano anche adesso, però, ci tengo a ribadirlo: didattica distanza è didattica di emergenza non è scuola. Sono d’accordo con te sul fatto che potrebbe essere pericoloso iniziare adesso ma prevedere alternative alla chiusura continua di settembre mi sembra doveroso. Non tutte le famiglie ce la fanno, non tutte le famiglie hanno una casa decente, hanno la rete ecc…Lo ribadisco perché molto spesso è facile misurare la riuscita di una situazione su se stessi, ma dobbiamo sempre ricordarci che ci sono realtà diverse dalle nostre. Grazie mille per esserti fermata qui e aver dato il tuo contributo. Penny

  3. Io non so se i tedeschi conoscono l’arte di moltiplicare gli insegnanti… o le aule di scuola… nelle nostre condizioni con classi pollaio di 28 ragazzi mi dite come fare a rispettare le distanze minime. Macron in Francia ha detto che riaprirà prima i nidi e le materne, propaganda x rassicurare le industrie che le lavoratrici potranno tornare subito al lavoro. Io mi aspetto una strage degli innocenti, e non so chi lo perdonerà

    • Ha ragione, noi abbiamo classi pollaio e edifici vetusti e spesso aule con muri scrostati. Non abbiamo mai materiale compreso sapone, scottex e carta igienica. Non sono mai state messe risorse nella scuola. Ecco perché nessun ipotesi è possibile. Però, quando tutti ripartiranno qualcuno dovrà spiegare ai nostri bambini e ai nostri ragazzi perché non è stato fatto abbastanza e prima. Grazie del contributo.

    • Bisognerebbe dirlo alla nostra ministra, mettiamo che non si possa proprio ma a settembre bisogna pensare a qualche soluzione. Grazie

  4. La verità sullo sfruttamento femminile nella nostra nazione è lampante, lo era prima e lo sarà domani , finchè non ci saranno donne ministro giuste e affrancate dal servilismo verso elettori e partiti maschilisti. Quello che ci uccide davvero sono le donne che non stanno dalla parte delle donne.
    La Ministra ha detto che le scuole non riapriranno e non ci saranno nemmeno ore di recupero a settembre perchè sarebbe un carico eccessivo per gli insegnanti. Di fronte a queste parole io genitore cosa devo pensare? Mio figlio , al secondo anno di secondaria superiore, non sta facendo nemmeno il 50% delle lesioni che dovrebbe fare. Alcuni insegnanti si sono attivati già alla seconda settimana di chiusura, prima che la scuola provvedesse con una piattaforma unificata, altri sono scomparsi in un limbo da cui ancora non sono riemersi……. Queste lacune quando le recupereranno?

    • Non posso che essere d’accordo e non so cosa dire, se non che la scuola non ha risorse da molto moltissimo tempo e che noi docenti non eravamo preparati. Grazie Penny

  5. Il problema, c’è, è evidente…Io stessa lo vivo in prima persona, avendo 2 bimbi da scuola materna (e chissà se almeno a settembre riaprirà la scuola materna!!). Detto questo non riesco a essere critica con il Ministro perchè io stessa non riesco a pensare a qualcosa di diverso…mandare ora i nostri bimbi a scuola (materna, primaria…etc..) non credo sia una soluzione…non in questo momento di ancora alto contagio…In Lombardia (dove risiedo) la situazione è stata come tutti sapete catastrofica…con che coraggio li mandi a scuola, dove comunque le strutture e il numero di alunni non permettono di avere delle distanze? La Germania riparte? la Francia anche? Non hanno avuto però un disastro paragonabile al nostro (meriti o fortuna non li discuto)…Come si può fare? io non ho neanche nonni a disposizione e per come la vedo io, non utilizzerei neppure il bonus baby sitter (aldilà della fiducia, chi mi porto in casa? un’asintomatica?)….quindi boh…non so….si vive alla giornata….non è facile…A mio parere bisognerebbe fare MOLTI più tamponi, per permettere magari a chi è asintomatico di tornare a una vita normale….e magari per chi è negativo riprendere un iter più regolare anche dal punto di vista scolastico…

    • Sono d’accordo, è difficile pensare ad una soluzione ma bisogna farlo perché i bambini e i ragazzi hanno bisogno di prospettive, hanno bisogno di sapere cosa ne sarà di loro. Pensare ad un ingresso graduale, la didattica a distanza non è una soluzione. Grazie per il confronto. Penny

  6. Condivido in pieno, non è semplice come sembra la didattica a distanza. Ricordiamo oltretutto che ci sono mamme che non hanno mai smesso di lavorare, quindi sono quasi due mesi che si barcamenano la sera e nei weekend tra fotocopie, video, compiti, disegni, schede ecc. cercando di non mandare nulla in ritardo rispetto ai bambini che hanno uno o entrambi i genitori a casa e soprattutto cercando di farsi ascoltare perchè un bambino della scuola primaria sicuramente non dedica la stessa attenzione alle spiegazioni di un genitore rispetto a quelle di un insegnante.
    E queston non è vittimismo ma realtà.

  7. Non siete unico paese con questo problema. Sono polacca, da noi non c’e scuola ma c’e obligazione di scuola, anchr con i voti. Nessuno chiede se bambini hanno computer, se hanno internet. Nessuno chiede se io ricordo ancora qualcosa dalla scuola per aiutare il bambino, se ho tempo, con questo tutto si deve ancora lavorare… Se si ha lavoro, se si ha soldi per vivere, perche la gran parte dei bussiness e chiusa… Quindi non siete unici… Qua nemmeno non si puo andare dal medico: si puo… telefonare…

  8. La scuola a distanza non va per niente bene, e’ un dato di fatto che non vuole essere preso in considerazione dal Ministro dell’Istruzione.E come se non bastasse, si ipotizza di tornare a Settembre, eventualmente su questa linea.A pagarne le conseguenze al solito ragazzi e madri lavoratrici.Poi ancora si chiedono i sociologi, perché in Italia, c’e’ un così basso tasso di natalita’.Io per prima, ritengo che non e’ possibile per una donna, essere madre e lavoratrice, perché non ti si offrono le giuste opportunità per fare l’ uno e l’altro, come avviene nel resto di molte nazioni europee.

    • Sono d’accordo, i dati lo dicono chiaramente, le donne pagano il peso della cura e in questa situazione saranno quelle più a rischio. Un’altra volta. Penny

  9. Non trovo nessuna attinenza con quanto da lei scritto con le responsabilità della ministra dell’istruzione. Lo sfruttamento della donna in ambito lavorativo è un argomento, il fatto che la didattica riaprirà a settembre è un altro. La DAD non funziona? Come sempre si fa di tutta un’erba un fascio! ci sono studenti universitari che si perdono nei loro studi sia che seguano le lezioni all’università sia che abbiano la possibilità di seguire le lezioni in piattaforma e noi pretendiamo che bambini e ragazzi soprattutto del primo ciclo d’istruzione siano autonomi. Ma per piacere di cosa stiamo parlando? Ha la più pallida idea del lavoro che svolgono i docenti? Del lavoro che svolgevano prima e di quello che fanno adesso? molti ragazzi di fronte alla DAD si sono persi, gli stessi ragazzi che prima di questa emergenza andavano bene a scuola ed erano autonomi. Bene quell’autonomia è frutto dell’ottimo lavoro degli insegnanti, gli stessi che oggi perdono ore a produrre video, PowerPoint, schede riassuntive per cercare di dare ai propri studenti gli stessi mezzi che ricevevano in una didattica in classe. Se tutto questo non bastasse le ricordo che l’80% dei docenti è donna e spesso madre e dal punto di vista dell’insegnamento stanno facendo il doppio lavoro spesso con scarsi risultati da entrambe le parti. Ma lei questo lo sa già o almeno dovrebbe saperlo.

    • Sono un’ insegnante e so benissimo di cosa sto parlando. Parlo di bambini non autonomi dietro ad uno schermo, di madri che devono rimanere a casa perché hanno dei bambini in età scolare e devono fargli seguire le lezioni. Di insegnanti sensibili, la cui didattica era centrata prima sulla relazione e continua ad esserlo, altri che danno compiti e schede da stampare e non tengono conto dell’utenza che hanno davanti. Conosco professori che mandano dispense di fisica e matematica solo su WhatsApp, senza preoccuparsi del resto. Il mondo della scuola è variegato e anche i suoi docenti. Il nostro ministro ha responsabilità, così come ce l’ha il governo di oggi e quelli di ieri per le sovvenzioni e le risorse che non hanno mai messo nell’ istruzione. Eccome se c’è attinenza, se la ministra pensa che la didattica a distanza stia funzionando e se pensa che sia la soluzione all’ingresso a settembre, sta sbagliando. Se non si rende conto che dietro ad ogni bambino c’è una madre. Cosa facciamo li lasciamo soli a otto anni? Questa non è autonomia ma abbandono di minore. Se i ragazzi non seguono è anche responsabilità nostra. Penny

  10. È chiaro che un bambino e un ragazzo non possano indossare mascherine per 6/8 ore a scuola né pretendere che mantengano la distanza tra i padri. Se gli altri Stati hanno optato per una riapertura non è detto che abbiano fatto la scelta giusta ovvero quella di accelerare l’immunità di gregge a discapito della vita delle fasce più deboli con il risultato di ciò che abbiamo già visto negli ospedali. Non capisco proprio che cosa vuole che faccia la ministra. I figli sono nostri e non è certo colpa della ministra se il coronavirus la obbliga a mettere avanti i suoi figli al lavoro e alla sua libertà. Bisogna avere pazienza tutto qua.

    • Cara Elisabetta, i figli sono nostri e della società, visto che appartengono al futuro. La ministra non dovrebbe a parer mio solo investire soldi nella didattica a distanza ma occuparsi del “fare scuola” anche dopo l’emergenza. Sono una cittadina, pago le tasse, e mi aspetto qualcosa di più di un generico a settembre vedremo. È una ministra dell’istruzione non la mia vicina di casa, deve dare delle risposte, è pagata per questo. Certo, non siamo la Germania non siamo la Francia e in questi anni abbiamo disinvestito in risorse, sia per quanto riguarda l’istruzione, sia per quanto riguarda la sanità. Ne stiamo pagando le conseguenze e anche care. Le classi si potrebbero dividere se ci fossero più insegnanti, se l’edilizia scolastica non fosse quella che è. Si potrebbe pensare ad un inizio morbido e cauto e, come insegnante e come cittadina, mi aspetto che vengano spese parole, idee, azioni nei confronti dei bambini e dei ragazzi. È chiedere troppo? Penny

  11. Beh, allora prima di tutto bisognerebbe intervenire sulla preparazione degli insegnanti. Se la scuola ha delle lacune è anche colpa di coloro che non svolgono il loro compito di insegnamento con impegno, costanza e passione. Parlo di quegli insegnanti che, come ha detto lei, non si occupano dei loro studenti in generale, tanto meno in questa situazione così complessa. Poi le carenze su come è strutturata la scuola sono numerose e necessitano di essere colmate il prima possibile per fare in modo che i giovani di oggi sappiano occuparsi del loro paese in modo più dignitoso di come viene gestito adesso. Comunque finché esiste un rischio serio sulla salute di tutti è giusto lasciare decidere gli esperti (in questo caso i virologi e infettivologi). Bisognerebbe non pensare solo ai propri problemi ma anche a chi in questo momento sta peggio o addirittura sta rischiando la vita. Quindi , prima cosa, bisogna fermare questo virus il prima possibile o escogitare un sistema alternativo e sicuro affinché si possa iniziare a condurre una vita pressoché normale.

    • Sono d’accordo con ogni sua parola, però, esprimo un dissenso e una preoccupazione, visto che fino ad oggi, scuola e sanità pubbliche sono state l’ultima ruota del carro, se non facciamo sentire la nostra voce, continuerà ad essere così. Almeno richiamare l’attenzione è doveroso, ricordare che stiamo vigilando. Qualcuno lo deve fare per quei bambini dietro allo schermo. Qualcuno deve preoccuparsi di loro e ricordare che esistono. La preoccupazione è quella che si pensi a fare ripartire tutto e loro vengano dimenticati. Penny

  12. Io sono d’accordo su tutto,poi guardo i Tg,leggo delle notizie,guardo dei numeri ,gente intorno a me che muore e …no le scuole non è il momento che le riaprano,siamo tutti nella “m…a” ma ora c’è bisogno di preservare la salute

    • Hai ragione, sono d’accordo con te ma quando senti ( e siamo a fine aprile) siamo quasi pronti per la fase due e poi per la scuola si è vaghi su settembre, mi spavento e mi chiedo. Ci penseranno ai bambini?

  13. È un DOVERE di chi ci governa almeno PENSARE ad una possibile soluzione per un rientro a scuola. Ah beh certo chiudiamo tutto e non stiamo al sicuro… Facile così! Poteva andare bene in un primo momento di smarrimento generale. Nel frattempo però sono passati quasi 2 mesi. Da qui a settembre mancano 5 mesi e invece che ragionare, scervellarsi per capire come fare ( mettere a disposizione edifici inutilizzati ad esempio? Assumere nuovi insegnanti? Rendersi conto dello sfascio perpetuato negli anni verso la scuola pubblica?!?!)la nostra lungimirante ministra sa solo dire no ragazzi forse non apriamo nemmeno a settembre ma tranquilli in pagella mettiamo anche i 4 e i 5 … Surreale. Verrebbe quasi da ridere..ma anzi no, fa solo piangere.

    • Grazie, grazie. A volte mi sento matta. Commenti sgradevoli sul mio essere madre che mi hanno atterrito solo perché ho chiesto risposte. Un abbraccio Penny

  14. Mi rifaccio all’articolo scritto….trovo fuori luogo la frase madre a gratis…..ma perchè? per far fare i compiti, per educare, per consolare, per giocare, per far da mangiare per ascoltare i propri figli bisogna essere pagati???? Certo se fino ad oggi era tutto demandato ai nonni ed alla scuola è dura confrontarsi con questa realtà……
    Non sto commentando l’importanza di riaprire o meno la scuola, commento delle frasi dissonanti dall’essere madre.

    • Cara Manuela, scusami, ma questa non è una situazione normale di accudimento dei figli in cui ci sta il gioco, l’educazione e il desiderio di vicinanza ecc… Qui parliamo proprio di un’altra cosa. di donne, di madri che dovrebbero lavorare e ne avrebbero necessità, invece, saranno costrette a stare a casa per seguire la didattica a distanza dei loro figli. Lo capisci che c’è una bella differenza? Che ci sono donne che perderanno il lavoro? E non c’entra niente il desiderio di essere madri attente?

      Penny

  15. Sono perfettamente d’accordo con Penny, lo vivo sulla mia pelle. E per rispondere anche ad altri, cero che è una situazione difficile, non prevista. Quello che si chiede è che, dopo due mesi, si abbiano delle prospettive altrimenti sarà alto il prezzo da pagare.

    • La scuola non è un servizio di baby sitting, pienamente d’accordo con lei. Nemmeno didattica a distanza, perché, come ho scritto c’è sempre un genitore dietro a uno schermo. E loro non sono insegnanti e non vengono pagati per esserlo.
      Penny

  16. Ma la scuola cos’è un servizio di baby sitting? Mi sorprende molto che un’insegnante la consideri alla stregua di un parcheggio per madri lavoratrici. Poi, francamente, che se si parla di aiutare le famiglie in difficoltà siamo d’accordo tutti, ma se si parla di retribuire le madri per l’accudimento dei figli, aiuto!

    • Scusami, ma lo hai capito che se i bambini fanno didattica a distanza anche a settembre ci saranno madri che non possono andare a lavorare? Che perderanno il lavoro? L’ istruzione è un diritto e se viene leso io ne parlo, proprio perché sono un’insegnante. Parcheggio per madri lavoratrici? Tutti, in questo momento si preoccupano di non incrementare la povertà, ti ricordo che in Italia la povertà infantile è altissima e se le madri non andranno a lavorare continuerà ad aumentare e tu pensi che per queste persone la scuola sia un parcheggio? Ovviamente la provocazione sulla retribuzione era provocatoria, ma intanto il governo sta pensando a un voucher per la babysitter per il periodo in cui i bambini non andranno a scuola. Secondo te come mai? Hanno voglia di sprecare soldi?
      Ma sei faccio l’operaia o il medico, mi spieghi, mentre mio figlio fa la didattica a distanza, io come ci vado a lavorare? Devo stare a casa o devo pagare una baby Sitter mentre in una situazione normale la scuola mi garantiva l’istruzione. Non ho parole.

  17. Ok premesso che reputo sballato il paragone con altri paesi più evoluti del nostro con classi composte da un terzo dei bambini e inoltre che questa pandemia abbia amplificato tutti i problemi dell’Italia ma anche aperto le menti di tutti sperando in una smossa… ma mi chiedo soprattutto dove siano i padri.. Tutti separati o padri di merda? Sembra di tornare indietro di 50 anni leggendo questo post su questo aspetto.. non mi trovo d’accordo si parla solo alle madri separate? forse anche questo non regge piú oggi.. non so.

    • Dove sono i padri? Dove erano prima, spesso, lavorano. Some meglio pagati e hanno occupazioni meno incerte, basta guardare i dati sull’occupazione maschile e femminile. Di certo non si può fare di tutta l’erba un fascio, qualcuno sarà assente, qualcun altro sarà presente come lo era prima, forse di più. I dati, per quanto riguarda il nostro Paese, dicono che sono le donne ad occuparsi delle azioni di cura, per il 70% gestioni famigliari e dei figli, quindi, converrà con me che sarà così anche in questa situazione. Penny

  18. Il problema non è solo del governo, è sistemico, culturale. Perché non si può dire ‘amore, vediamo di dividerci la responsabilità perché qui lavoro anch’io?’ Probabilmente perché purtroppo il problema è pre-esistente, il padre col lavoro stabile e meglio retribuito e la madre col part-time traballante. Ora è un momento di crisi e la vedo dura risolvere un problema del genere proprio adesso. Io mi chiederei, come ci siamo arrivate a questo lavoro traballante? Perché il lavoro di cura ce lo accolliamo sempre noi? Quanto siamo disposte a rischiare, anche in termini di quiete famigliare, per puntare i piedi e dire ‘io vado al lavoro, costi quel che costi, perché poi fra 18 anni tu hai il didietro parato e io no’? Questa crisi ha acutizzato un problema che già c’era, ha fatto scoppiare una bolla… guardiamolo bene in faccia ora questo problema e non dimentichiamocelo quando la crisi sarà finita!

    • Condivido ogni tua parola, però, non credo che basti puntare i piedi. Penso sia necessario un lavoro “maschile” di presa di coscienza. Non lo risolveremo adesso ma, ogni, spunto e riflessioni che ci costringono a ragionarci è utile. Grazie Penny

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