Non sono arrivati i banchi.

Nella mia scuola i bambini e le bambine dai 6 ai 10 anni staranno in classe con la mascherina.

Non sono stati trovati spazi nel territorio per fare scuola come si deve. Quelli che sono stati trovati non erano a norma o improponibili per accogliere una classe.

Il numero dei bambini, così, rimane invariato, rimangono invariate le classi pollaio.

Una classe prima (in una scuola di Genova), ad esempio, farà due ore al giorno di lezione, dalle 10 alle 12 per tutta la settimana. Mi spiegate come si farà a conciliare il lavoro? Soprattutto quello femminile?

Non è stata garantita la mensa. Non da subito.

Se sgarri di un minuto sei fottuta. Se prendi un semaforo. Se tuo figlio piange. Se non trovi le chiavi e non riesci ad essere puntuale all’esattezza del secondo, si salta il giro. Si deve aspettare che tutte le classi entrino.

Le ricreazioni in giardino avvengono a turno. Cinque minuti ciascuna classe. Non un minuto in più non un minuto in meno.

Mancano gli Ata e il personale docente.

Non ci sarà nessun operatore sanitario a presidiare la scuola. Il responsabile covid sarà un insegnante, come se fosse sufficiente!

La didattica, per noi docenti, oggi è un sogno. Un’utopia. Un miraggio.

I trasporti non sono stati implementati.

Eppure ci saremo e ci saranno i bambini e le bambine e le famiglie che trattengono il respiro.

Ci saremo a tenere in piedi la scuola come abbiamo sempre fatto senza fondi e risorse.

Il mio grazie oggi va a chi resiste, a chi non sta al gioco dello smantellamento della scuola pubblica, a chi sta dentro -anche se ha paura per i propri figli-, ma farà di tutto per seguire le regole sempre più confuse.

La scuola riparte. Riparte grazie a noi: docenti, famiglia, personale Ata e presidi. Non certo per chi ha tagliato risorse rendendola sempre più povera e precaria.

Gli insegnanti, e non solo, hanno fatto salti mortali per riaprire, nonostante l’imbarazzante assenza e pressione di chi demolisce la scuola pubblica invece dovrebbe prendersene cura.

Il mio grazie va a chi sveglierà il proprio bambino o la propria bambina, il proprio ragazzo o la ragazza e gli ricorderà che è un giorno importante.

Nonostante la solitudine e la paura.

Alle madri e ai padri che resistono, denunciano e chiedono.

Ce la faremo, come sempre, grazie al Noi in cui tanto crediamo. Al futuro che è questa umanità in crescita.

Buon primo giorno di scuola a tutti.

Penny

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