Partecipare alla vita. Tutta.

Non cedere al multitasking. È una carota lusinghiera dopo il bastone.

Dividere le responsabilità. Con insistenza.

Accettare la solitudine. Quella in cui ti trovi quando difendi i tuoi diritti e quelli delle altre donne.

Accettare il giudizio. Pensa che sono isterica, frigida, zitella, grassa, rugosa, lesbica, impazzita o che so io. Il giudizio dell’altro è un problema dell’altro non nostro.

Direzione ostinata. Ostinata. Ostinata. Perché la strada è ancora in salita.

Inspirare spesso e aspirare spesso.

Non essere merce, né luce riflessa di nessuno. Non dobbiamo mostrare o dimostrare nulla.

Essere indipendenti. Primo obiettivo: cercarsi un lavoro.

Lasciare che il caos possa regnare sovrano nelle nostre case, se lo facciamo, potremmo accettare che non tutte le caselle della nostra esistenza siano a posto.

Mollare i figli al partner. Abdicare al controllo. La diversità biologica tra noi e loro non riguarda saper pulire la casa, far partire una lavatrice o cambiare un pannolino. Mettiamoglielo in testa. E non è vero che un bambino preferisce la madre, i bambini stanno bene con chi si prende cura di loro.

Facciamo in modo che lo facciano.

Considerare l’ambizione come una parola a cui possiamo aderire, senza sentirci in colpa.

Io ho la vagina, sono mestruata e sono ambiziosa.

Esserci, e se non ci siamo insistere per ri-trovare il nostro spazio anche a costo di sgomitare un po’ o parecchio se necessario.

Competere. Perché no? Per gli uomini è considerato un valore aggiunto, per noi, caso strano, no.

Ricordare agli uomini che il loro pene o il loro sesso ( chiamatelo come volete), quando ci vestiamo, camminiamo per strada, studiamo, siamo in riunione, non è il nostro primo pensiero, probabilmente nemmeno il secondo.

Parliamo al femminile, mettiamo in fondo alle parole quella benedetta a: avvocata, ingegnera ecc…finché non esisteremo nel linguaggio, non esisteremo nel pensiero, nelle azioni e nei luoghi di potere.

In qualunque momento della nostra vita siamo, in qualunque posizione, abbiamo una responsabilità: affrontare.

Non siamo vittime di questo sistema patriarcale, fino a quando creeremo e produrremo RESISTENZA.

Resistiamo e lottiamo fino a quando il mondo non cambierà passo.

Fino a quando non sarà un tabù pronunciare parole come vagina, mestruazioni e ambizioni femminili.

Sii partigiana del femminismo di cui il mondo ha bisogno.

Pensati libera.

Penny

In libreria 😘

https://www.ragazzimondadori.it/libri/ai-figli-ci-sono-cose-da-dire-cinzia-pennati/

Rispondi