Figlia mia volevo dirti che sei nata da tua madre. Che è stato mio il dolore, lo squarcio, lo scroscio d’acqua, la testa tra le gambe. La paura.

Sono state le tue grida ad acquietare le mie. E la gioia di avercela fatta.

Volevo dirti che potrà cambiare tutto, potrò perdermi un po’, annodare i pensieri. Potrò deluderti, potrò non essere ciò che tu avevi desiderato per te. Potrò darti la risposta sbagliata.

Volevo dirti che ci saranno anche giorni cupi, che saremo lontane, che non ci capiremo, che ci sentiremo sole e potremmo dimenticarci chi siamo io e te.

Figlia mia volevo dirti che sei nata da tua madre. Che è stato mio, il tuo primo desiderio. La pancia in cui hai trovato spazio. Il luogo in cui hai pianto e hai sognato. Il tempo del primo respiro.

Volevo dirti che potremmo non avere parole, non sapere come chiederci scusa, non condividere i giorni né un altrove.

Potrei perdere la memoria, potrei persino dimenticarmi da dove vengo, che strada ho fatto e non riuscire a tornare a casa.

La mia pelle potrebbe incresparsi e anche il mio cuore, potrei sparire, prima del tempo. A volte succede.

Figlia mia volevo dirti che sei nata da tua madre. Non dimenticarlo mai. Non dimenticare che c’è stato un tempo in cui siamo state lo stesso luogo, lo stesso fluire, la stessa resistenza.

Non dimenticare che ci siamo accudite. Io sono diventata tua madre e tu mia figlia nello stesso istante.

Figlia mia, volevo dirti che sei nata da tua madre. E il bene che ti voglio non so spiegarlo.

Ha il potere magico dell’immaginazione e l’incanto della meraviglia, quella della tua esistenza che supera la mia.

Penny ❤️

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