Liceo classico. Maturità 2020.

Ieri sera mentre era in camera mia figlia mi chiama. “Mamma è arrivato un messaggio della prof di mate” mi dice commossa. Ha le lacrime agli occhi quando me lo legge.

Non è il primo, in questi giorni i professori non li hanno mai lasciati soli, hanno rassicurato, dato consigli ma, soprattutto, regalato parole di fiducia del tipo: contiamo su di voi, sarete bravissimi, state tranquilli.

Oggi farà l’esame una delle migliori amiche di mia figlia e siccome può entrare solo una persona, Ludo sarà lì, in quell’aula. Stesse classi dall’asilo, finiscono insieme ed è un bel modo quell’ “insieme” di chiudere un percorso.

Io sarò con sua madre da qualche parte in attesa a sbronzarci di caffè, a ripensare a quando le facevamo zampettare ai giardinetti, noi su una panchina più morte che vive a prendere respiro. Parleremo del tempo: come è passato veloce? Del futuro, forse. Saremo amiche anche oggi come ne siamo capaci. Una cosa è certa, la vita è più facile quando hai qualcuno su cui poter appoggiare il cuore, anche solo per un attimo.

Comunque, non era di questo che vi volevo parlare ( come al solito mi perdo) ma del messaggio mandato ai ragazzi. La prof. di mia figlia ha scritto:

“Il clima della commissione è ottimo. State sereni e fate il vostro meglio. Siamo lì per valorizzare ciò che sapete e non per evidenziare quello che non sapete“.

Eccola la scuola che esiste, non punitiva ma costruttiva. Una scuola che non inganna, non ti mette in difficoltà ma ti sostiene, valorizza il tuo sapere, le tue passioni, ciò che sei. La scuola che rimane, ti accompagna nella vita, così come dovrebbe essere.

La scuola che “promuove” il percorso più che la prestazione e permette la costruzione di un pensiero ampio legato alle propensioni personali.

E ti ricorda che qualcuno ha creduto in te.

Senza distinzione di sesso, di “razza”, di lingua, di opinioni politiche, di religione, di condizioni personali e sociali.

La scuola che elimina la forbice tra chi ha e chi non ha, in cui tutti hanno la possibilità di esistere, di essere, di migliorarsi. In cui siamo uguali nelle nostre differenze.

La scuola della fiducia. Perché non è la meritocrazia che rende i ragazzi più capaci, ma la fiducia negli uomini, nelle donne e nelle loro azioni.

Questo fa la differenza e sarà la base solida per il mondo di domani.

Il Covid ci ha portato la consapevolezza di aver bisogno di una scuola più umana, più vicina, più capace di sentire.

SIAMO LI’ PER VALORIZZARE CIÒ CHE SAPETE E NON EVIDENZIARE CIO’ CHE NON SAPETE.

La scuola spiegata in una frase.

Penny

8 comments on “Notte prima degli esami. Arriva un messaggio di una professoressa. La scuola spiegata in una frase.”

  1. Ciao “Cugina mancata.”.purtroppo!!!….
    Un mega in bocca al lupo alla tua splendida Ludo, se ne ha ancora bisogno!!
    Un abbraccio grande, vi penso spesso<3
    Tiziana Cappelli

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