I figli degli altri vedono il mare in un fondo di bottiglia. E lo immaginano fino a sognarlo.

Alcuni quando lo trovano, é per sempre.

I figli degli altri cercano mani da afferrare, e corpi forti a cui aggrapparsi. Sognano luoghi di rifugio e nuove terre da percorrere.

I figli degli altri si tuffano dall’alto degli scogli e pensano che nulla di brutto potrà mai accadere.

I figli degli altri l’acqua se li piglia. E, a volte, si arenano sulla spiaggia come cetacei perduti.

I figli degli altri aspettano una barca che li porti in terre lontane. Non si voltano indietro, nessuno saprà da dove sono venuti.

I figli degli altri vorrebbero storie di pirati da sentire, e stelle da guardare. Volti di madri da accarezzare.

Una lucina accesa nel buio della notte. Un tetto sulla testa che si chiama casa. E ponti sull’acqua da poter attraversare.

I figli degli altri sono bambini.  Figli per cui non è stato conservato  un orizzonte. I figli degli altri sono figli nostri. Non dimentichiamocene.

Penny

10 comments on “I figli degli altri.”

  1. In troppi lo scordano, chiudono gli occhi, volgono lo sguardo altrove….
    Va scritto, va detto, va ripetuto, “…sono figli nostri”, ogni adulto ha il dovere morale di proteggere, tutelare, accogliere i bambini e chiunque subisca una qualsiasi forma di sopruso, violenza, ingiustizia.
    La cultura e la forza della parola possono salvarci dalla bruttura in cui rotoliamo.
    Ho conosciuto troppe persone che potevano, sapevano, vedevano…. e invece tacevano, nascondevano.
    È un argomento a cui sono particolarmente sensibile e parto in quarta, forse troppo 🙂
    Grazie per le tue parole che portano a riflettere.
    Buon inizio di settimana!
    Ciao 👋

    • C’è bisogno di persone che partano in quarta. Credo che non possiamo essere buone madri se non ci occupiamo anche dei figli degli altri. E non possiamo restare indifferenti. Almeno, io non ci riesco. Ti abbraccio e continua a portare la tua voce anche qui. In modo che altri ti leggano. Penny.

  2. Da “mamma” di un figlio di altri vorrei aggiungere poche parole.
    I figli degli altri hanno gli occhi pieni di domande, ma fa paura tradurle in parole. O forse fa paura la risposta.
    Noi siamo il loro orizzonte, il loro rifugio, il loro ponte.
    E loro ci condurranno verso terre nuove.
    Grazie Penny!

    • Grazie a te, mamma di altri. Ho letto che per essere buoni genitori bisogna fare un atto di adozione. Ci penso spesso. Fare i figli può essere semplice, amarli, amare proprio loro, le loro mancanze, è più difficile. Come fanno i genitori che adottano un bambino. Imparano ad amare proprio quel figlio, un figlio che non viene da loro. Se non è quello un atto d’amore.
      Fare domande e aver paura delle risposte…so di cosa parli. Un abbraccio. Vado a sbirciarti. Tu torna e raccontaci di te. Secondo me abbiamo da imparare. Auguro a te e a tuo figlio ogni bene. Penny

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