I bambini e i ragazzi hanno diritto ad essere accolti, qualunque cosa siano o vogliano diventare.

Hanno diritto a portarsi dietro la loro storia, pesante come un sasso o leggera come una piuma e che di quella storia se ne tenga conto.

Hanno diritto a sapere la verità su di sé e sul mondo e a cercarla se non gli viene raccontata.

Hanno diritto alla famiglia, intesa come luogo d’amore, qualunque esso sia. Due padri, due madri, un padre, una madre, un padre e una madre insieme, oppure no, purché si amino.

Hanno bisogno di fratelli e sorelle non solo quelli di sangue, ma quelli della terra che appartiene a tutti.

A non essere abili, ad arrivare ultimi. Non sono quelli i perdenti.

A sbagliare e fare errori. Così imparano.

I bambini e i ragazzi hanno diritto a scappare per salvarsi, ad aggrapparsi alla vita come possono.

A sentirsi parte di qualcosa, alla terra che calpestano, al cielo che li protegge.

Hanno il diritto all’uguaglianza. Di genere, di opportunità, di pelle.

Hanno il diritto al riposo, al vuoto, al niente, per imparare a farne buon uso.

Hanno diritto alla solitudine, quando è cura e spazio per sé.

Al conflitto, per imparare a superarlo.

Alla paura, alla fragilità, a tutte quelle emozioni che spesso neghiamo.

Hanno diritto a non competere, ma essere se stessi, ché non sono il prodotto di nessuno.

Alla pace, quella che vedono perseguita con ostinazione dagli adulti che amano.

Hanno diritto a perseguire i sogni. Il futuro. A ricercare la felicità e a metterci tutto il tempo di cui hanno bisogno.

Noi abbiamo il dovere di non lasciarne indietro nemmeno uno.

Senza di loro siamo perduti.

Penny

#ilmatrimoniodimiasorella

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