Vi racconto solo questa cosa.

Il figlio del mio compagno fa diciott’anni e noi andiamo in giro per cercargli un regalo.

Andiamo a colpo sicuro.

Il regalo in questione è piuttosto costoso ( a me sembra tutto costoso 🙄) così io gli chiedo: “Glielo regali insieme a tua mamma?”.

Ed è lì, su quella risposta che mi viene il magone, quando mi dice che il regalo lo fa insieme alla sua ex moglie.

Mi viene il magone perché penso a quello che dovrebbe essere la storia di una separazione e a quello che non è per me e per molte altre persone.

Questo ragazzo, nonostante, i suoi genitori si siano separati da tempo, il suo diciottesimo compleanno avrà un regalo comune.

E questo regalo racconta la sua storia.

Sua madre e suo padre, nonostante il dolore, sanno prendersi cura di lui insieme e, a me, questo mi sembra il vero dono.

Un per sempre promesso e mantenuto.

Dovrebbe andare così. Ecco.

E, allora, tutte le storie sul fatto che quando due genitori si lasciano, i figli saranno eternamente infelici, cesserebbero all’istante.

Invece, lui è un ragazzo felice, so di cosa parlo, perché lo conosco. L’amore per lui è rimasto intatto e questo è un bagaglio a mano importante.

Amo il mio compagno, anche per questo, per come sa essere padre. E stimo la sua ex moglie, anche se lei non lo sa.

Ci sono storie buone che vanno raccontate, ci servono per diventare persone migliori, per allontanarci da chi ci fa male, per sapere che tipo di uomo desideriamo avere accanto.

Per non continuare a dirci che solo la famiglia tradizionale funziona.

Funziona sapersi lasciare. Non ricattare economicamente ed emotivamente.

È l’amore che funziona, quello che dovrebbe rimanere intatto per i nostri figli e ci dovrebbe vedere insieme.

È questa la vera storia di una separazione, il resto è l’incapacità di superare un amore che finisce.

I nostri figli lo sanno.

Penny

10 comments on “Storia felice di una separazione.”

  1. Bravi davvero, ma dipende tutto da come uno si lascia, dai motivi anche… io per adesso non ci riuscirei, troppo dolore, troppe cose nascoste, troppo astio nei miei confronti, e ancora non so lasciar dietro tutto questo…

  2. Si può benissimo essere felici anche senza un braccio o senza una gamba. Rimane il fatto che perdere un braccio o una gamba non è una cosetta da poco perché ti segna il resto della tua vita, anche in termini di sofferenza fisica. È chiaro che se una arto va in cancrena l’amputazione diventa necessaria, ma rimane il fatto che bisognerebbe evitare di arrivare a quel punto.

    • Sono d’accordo… anche per questo sto così male e non riesco ad accettare la situazione, bisognerebbe fare di tutto prima di arrivare ad una separazione, purtroppo c’è chi ha deciso anche per me e non ha voluto confrontarsi o valutare altre soluzioni… ma alla fine ho capito che forse è meglio così, con una persona così non esisteva coppia e non esisteva amore, ma solo se stesso…

      • Capisco e mi dispiace che stai male. Ma gli altri non si possono controllare, e molto spesso anche controllare se stessi è difficile. Per cui ti consiglio di non considerare il non accettare la situazione come una possibile alternativa. Accettare è l’unica alternativa ed è anche un buon punto di partenza per andare avanti nella vita.
        Secondo me bisogna anche accettare che la sofferenza fa parte della vita. Si può imparare a soffrire molto per qualcosa, e allo stesso tempo essere felici per tutto quello che si ha. Io per esempio ho una grande cicatrice nel cuore, che spesso sanguina, ad esempio alcune volte quando saluto i miei figli sapendo di non vederli per qualche giorno. O quando penso che hanno un padre ed una madre, ma non hanno una famiglia unita. Ma ho sia le gambe che le braccia, tutte intere. E mille altre cose che mi fanno felice. Incluso il fatto che i miei figli vedono che la loro mamma e il loro papà sanno andare d’accordo la stragrande maggioranza delle volte, e tutto sommato si continuano a volere bene.
        Un poco ci sono anche affezionato alla mia sofferenza. È una parte della mia vita, e mi ha aiutato a migliorarmi. Però non la auguro a nessuno.

      • Grazie, per le parole. Sono importanti. Diverse da un po’ di tempo fa. Mi sembra meno arrabbiate. Grazie ancora. Penny

      • A volte pensiamo che le situazioni siano determinate da altri, prima della decisione, tua, sua, c’è una storia, e lo so che è dolorosa, ma è la vostra. C’eravate dentro insieme, questo non elimina la sofferenza ma forse capire e trovare il senso di quello che ci succede, ci aiuta ad andare avanti. Il tempo cura.
        Un grande abbraccio Penny

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