Sappiamo tutti cosa ha detto la Palombelli, frasi non solo urticanti ma gravissime. Gravissime anche per il luogo e al pubblico a cui si è rivolta.

Mi sono chiesta se tra gli spettatori a casa o in sala, ci sia stata una donna che malmenata dal marito o compagno abbia pensato: “Forse é colpa mia, lo sto esasperando. Se mi comporterò meglio le cose andranno bene” .

Mi sono chiesta se ad ascoltarla c’era quel marito e lui abbia pensato: “Vedi che la mia rabbia, quella rabbia che mi fa picchiare, stuprare e uccidere è giusta, se lei si comportasse come si deve io sarei tranquillo”.

Si chiama giustificare la violenza dell’uomo sulle donne.

Poi, il fatto che la Palombelli abbia fatto il suo discorso: “Bisogna chiedersi se le donne ( e di riferiva a quelle uccise) hanno avuto un comportamento esasperante” -un continuum con quello di Sanremo-, in un luogo di “finta giustizia”, ovviamente, ha del paradossale.

Gli uomini fanno il patriarcato ma non esisterebbe se non ci fossero donne di sistema a sostenerlo e fomentarlo. Tali donne credono probabilmente di essere libere solo perché piazzate strategicamente in luoghi di potere o divulgazione, invece, sono più schiave delle schiave. E ci fanno del male.

È vero, non basta essere donne ed è per questo che bisogna continuare a lottare per esserci dove si decide, perché, lì non ci finiscano solo le donne di sistema, quelle utili, che pensano di essere emancipate, invece, sono suddite.

Frase grave. Ci vorrebbero delle scuse ma non basterebbero. Attenzione però a non cadere nel tranello di odiarci tra di noi, perché, questo è quello che serve al sistema. Metterci le une contro le altre.

Noi lottiamo contro questi pensieri e contro le donne di sistema, la Palombelli, a mio parere, dovrebbe dimettersi, sia chiaro.

Ma non lo farà e si troverà il modo di lasciarla dov’ è, con un microfono in mano, perché, sono le donne che fanno discorsi maschilisti come i suoi che servono al maschilismo.

Non dimentichiamoci che le donne vengono uccise non presumibilmente dai loro uomini, ma dai loro ex mariti, ex compagni.

Vengono uccise perché decidono di separarsi e sottrarsi alla violenza.

Per questo vengono barbaramente ammazzate, perché provano ad essere donne libere.

Non c’è altro da dire.

Penny

https://www.ragazzimondadori.it/libri/la-scuola-e-di-tutti-le-avventure-di-una-classe-straordinariamente-normale-cinzia-pennati/

https://www.ragazzimondadori.it/libri/ai-figli-ci-sono-cose-da-dire-cinzia-pennati

https://www.giunti.it › catalogo › il-…Il matrimonio di mia sorella – Cinzia Pennati – Giunti

2 comments on “Le donne sessiste. Di sistema. Quelle che servono al maschilismo.”

  1. Il mio compagno geloso, si tanto, ma mai violento, quantomeno non fisicamente. E stai lì, aspetti, modifichi il tuo essere nella speranza che lui veda che tu “non ti comporti male”, ma questo cambiamento non avviene mai, perché non sei tu ad essere sbagliata, ma lui a fuorviare nella sua mente contorta (non volevo ripetere “malata” ma è così che è) il tuo comportamento, come ti poni con gli altri. Quindi o continui in eterno a non essere te stessa, o affronti con lui il problema, sempre che sia disposto a mettersi in discussione (cosa peraltro molto difficile se non quasi impossibile) oppure vai in terapia tu per capire che devi fregartene, perché più “gli dai corda” e cerchi di giustificarti e di rassicurarlo, più gli dai modo di pensare che ha ragione. Ovvio questo puoi farlo se lui non è un uomo violento, perché parla tanto (anche se le parole fanno male) e poi com’è arrivato “l’embolo” (io lo chiamo così in modo scherzoso) se ne va. Non ci sn motivi apparenti e molto spesso nemmeno concreti, se non la loro insicurezza che scaricano sulla persona che hanno accanto.
    Voi vi chiederete “perché rimanere insieme”? Xké per i figli a volte si fanno cose che non avresti mai immaginato e perché capisci che la sua è una malattia.
    Ribadisco questo non vale per gli uomini violenti, quelli vanno denunciati, sempre e comunque. Bisogna purtroppo essere pronte a stravolgere la propria vita per la propria incolumità, una sorta di “programma protezione testimoni”, ma questa dovrebbero essere le istituzioni a garantirla. Cosa che non fanno, non c’è abbastanza giustizia.
    Noi mamma di oggi abbiamo un dovere a mio avviso molto importante: lasciare alle nostre figlie femmine il coraggio di opporsi e la capacità di essere disilluse sulle relazioni (con questo non voglio dire che debbano essere ciniche), ma dare loro la versione senza “favola”, perché è quel cavolo di principe azzurro che ci hanno fatto sognare fin da bambine che ci ha fregato!!! 😜

    • Non lo so, c’è qualcosa che non mi convince, per le mie figlie io me ne sono andata ma ognuno credo trovi il proprio modo di stare…un abbraccio

Rispondi