Si dice una donna prima di dare uno scossone alla sua esistenza vada dal parrucchiere e cambi taglio. O cambi la sistemazione dei mobili. O cambi casa.

Comunque io sono la regola. Per me è stato davvero così. Ho cambiato casa dieci volte e vado spesso dal parrucchiere. Per quanto mi riguarda esistono due vite. Quella del prima e quella del dopo.

La linea di demarcazione è stata alla soglia dei quarant’anni.

A vent’anni abbiamo il mondo davanti,  la nostra vita è stracolma di progetti. Quelle più illuminate aspirano alla carriera. Quasi tutte pensiamo all’amore. Lo immaginiamo, e in un attimo siamo già sposate. In due abbiamo fatto un paio di figli. Magari tra il primo e il secondo c’è stata una crisi ma siamo andate avanti nella speranza di poterci mettere una pezza. E in tre minuti ci troviamo a quarant’anni.

É allora che tutto cambia. Sia che ci si separi sia che si resti insieme. La nostra vita non ci basta più.

Non tornerei mai indietro. L’ho già detto. Quello che è fatto è fatto. Ero presuntuosa e credevo di poter mummificare le cose. Sicura del posto che mi ero ritagliata.

Quando le emergenze dei figli, i pannolini, l’asilo nido, la scuola materna sono passati e l’autonomia delle mie figlie ha lasciato degli spazi, quel vestito che mi ero cucita addosso, aveva dei buchi spaventosi.

Eppure a quarant’anni ho vissuto la passione migliore. A quarant’anni ho capito chi ero. Cosa volevo. Mi sono ritrovata. Ho saputo ribaltare la mia vita. Ho detto dei fottiti. E non solo alle persone, alcune molto care, ma anche alla bilancia, ad esempio. A inseguire un’idea che non aveva niente a che fare con me.

Mi sono persa. Perdonata. Ritrovata.

Ho imparato che il giudizio degli altri non è poi così importante. Spesso non serve e fa solo male. Ho scoperto che una dose di egoismo è necessaria per salvarsi.

Due cucchiaia al giorno prima di una richiesta, come una medicina che guarisce.

A quarant’anni mi sono sentita dire cose terribili, e ho capito che si sopravvive comunque. E, ho continuato a infilarmi nel letto di corsa prima di fare l’amore perché non sono proprio sicura di me. Ma quando mi scorgo allo specchio provo a guardare la mia nudità. Il seno abbondante. La pancia. La pelle non proprio sodissima, anzi per niente. Mi sbircio cercando di abituarmi a me. Che una vita non basta.

Ho imparato che è inutile, certe cose non me le posso mettere.  I pantaloni corti, i vestiti senza maniche o con l’arricciatura in vita mi stanno malissimo e nemmeno se perdessi 10 chili potrei farlo. Sono fatta così, che è bello dirselo.

Ho imparato che devo avere paura, per poter spingermi avanti.

Che mi immagino sempre giovane, poi guardo le fotografie e capisco che le cose sono cambiate, che non si può fermare niente né conservare niente. Che l’unica verità assoluta è quella che non ci sono certezze.

Sono più consapevole nel lavoro. Faccio progetti. Ci provo. Più che a venti. Quando la vita era già tracciata.

Mi piaccio un giorno sì, e due no, ma va bene così. Non mi struggo più.

Guardo con speranza al mio futuro e preservo il passato. Da cui ho imparato tanto.

Insomma. Questa vita mi piace. Oltre i quaranta. E so che tra qualche tempo mi guarderò indietro con il desiderio sempre alle calcagna. Spero e magari oserò ancora.

Anche questo ho imparato a quarant’anni.

Ad amarmi con coraggio e devozione. A frantumarmi meno. A essere fragile. A rispettare il mio enorme caos. Instabile sull’asse dell’esistenza.

Alla fine, non credo valga ciò che si è raggiunto nella vita ma quanto si è desiderato. Ed è l’unica cosa a cui vorrei dire il mio Sì. Urlato in un prato, una sera d’estate, con un vestito bianco indosso che annienti tutti i No che ci provano a fermare.

Amiche mie. Vi aspetto negli anni che passano. Dentro alla consapevolezza di ciò che siamo. Qualcosa che vale sempre di più. Come quegli specchi antichi. Hanno delle macchie che non vanno via ma a me piacciono tanto. Sanno di tempo al passato, e cose care.

Proprio come noi.

A presto Penny

 

13 comments on “Dai quarant’anni. L’amore e altre cose.”

  1. Oddio Penny che nutrimento leggerti! La tua intensità é contagiosa…. anche per una che il 40 li ha passati da mo’.
    Mi sento un po’ così, non ancora consapevole delle mie capacità, ma sicuramente convinta che questo anno alle spalle, doloroso e lacerabte, mi ha faricosamente portato qui, più forte, più solida e sicura che un capitolo é chiuso e davanti a me pagine bianche da scrivere.
    Ce la farò!

    • Certo che ce la farai. Non lo sappiamo ma finire nel burrone è mettersi già nella condizione di farcela. Mica tutti sanno cadere, alcuni stanno ben attenti dal farlo! Ps mi piace essere nutrimento. Anche le tue parole per me. Penny

  2. “Mi sono persa. Perdonata. Ritrovata.” Einstein diceva che la follia consiste nel fare sempre la stessa cosa sperando di ottenere un risultato differente. Se si vuole trovare se stessi bisogna prima perdersi. E per questo ci vuole molto, ma davvero molto, coraggio. Ed a leggere ciò che scrivi, sembra che tu ne abbia avuto. E ne abbia tuttora. Un abbraccione! 😉

  3. Grazie Penny…Anch’io passati i 40 ho iniziato ad essere più felice di me stessa a desiderare di più…Ad amarmi di più…P.S.
    Gli specchi antichi sono bellissimi

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