Abbiamo sempre bisogno di poesia. Noi donne. Che arrivi dagli occhi, da una voce, da un corpo che avvicina. E non è una poesia che ci illude, oh no!, sappiamo discernere molto bene ormai. Forse quando eravamo ragazze, ma adesso, non più.

Nessun incanto o incantatore bussi alla nostra porta. Non apriremo.

E non servono rose. Neppure abiti bianchi. Perché il nostro volto non si faccia triste e il vostro non si offuschi.

Abbiamo bisogno di una poesia che faccia bene. E ci accompagni. Noi donne.

Un uomo che ci sorrida. Un compagno pronto. Un bacio appassionato. Parole che sostengono. Braccia che sollevano i pesi del cuore, oltre che il resto. Perché ne abbiamo bisogno. Bisogno di qualcuno che pensi a noi. Non per noi.

Che non ci chieda se abbiamo preparato la cena ma si preoccupi di sapere come stiamo. Che non ci dica: faccio io, ma sono con te.

Perché siamo incasinate noi donne, siamo altalenanti e mai quiete. Se non siamo felici.

Solleviamo pesi, siamo abili a farlo. Stiamo zitte pensando che questo sia. E non siamo semplici. No di certo. Cosa credete? Lo sappiamo.

Per questo abbiamo bisogno di poesia. Per ritrovare la bellezza, che perdiamo per strada. Per innamorarci ancora. Per sbrogliare i pensieri. Per sentirci importanti e non come il primo giorno, che nemmeno per sogno può essere reale. Abbiamo bisogno di crederci importanti perché lo siamo.

Conosciamo il valore di ogni ruga. Di ogni notte in bianco. Di ogni sacchetto della spesa portato. Di ogni bagno pulito. Di ogni rinuncia. Di ogni segno. Di ogni nuovo capello grigio. Di ogni goccia di sangue che c’è scivolata tra le gambe e con cui abbiamo dovuto fare i conti.

Abbiamo bisogno di poesia per scegliere di stare. Ancora. Un altro giorno.
E che ne valga davvero la pena.

Abbiamo bisogno di poesia noi donne. E se non c’è, non ci rinunciamo più.
La cerchiamo finché non la troviamo.

Magari nelle pagine di un libro, in una buona cena, nella serata con un’amica. Magari nella solitudine. Perché anche lì c’è. Lei è ovunque.

Possiamo fare a meno di un uomo, ma non di poesia. Questo è certo.
Lei ci nutre. Ci è necessaria.
Ci ospita quando ci respingete e non sapete stare.

E, ormai, l’abbiamo capito.
Amiamo lei. Che ama noi.
A volte, più di quanto sappiate fare voi.

E quando ce ne andiamo, magari all’improvviso,
invece di insultarci, ricattarci, ammazzarci,
domandatevi il perché.

Forse ci avete strappato la poesia.

Di sicuro ci avete lasciato sole.

Penny
#ilmatrimoniodimiasorella

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